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Il cappotto certificato di Fibrotermica!

Tra gli interventi resi possibili dal Superbonus 110%, introdotto dal Decreto Rilancio, c’è quello dell’isolamento a cappotto. Nello specifico, la realizzazione del cappotto termico risulta nella lista dei cosiddetti “lavori trainanti”. Ma cosa sono e soprattutto come vengono esaminati? Scopriamolo insieme.

 

Perché richiederlo

Il decreto Rilancio (Dl 34/2020, convertito dalla legge 77) si applica a interventi di riqualificazione energetica volti ad aumentare di almeno due classi il livello energetico di un’immobile. Oltre a dover obbligatoriamente interessare il 25% della sua intera superficie, queste operazioni devono comparire nella lista dei cosiddetti “interventi trainanti”, ossia tra quei lavori ammessi e coperti dal credito d’imposta del 110%. Secondo tale lista si potrà ottenere uno sconto immediato in fattura o, in alternativa, la cessione del credito alle banche per quanto riguarda la realizzazione del cappotto termico, gli interventi sulle parti comuni degli edifici o gli interventi sugli edifici unifamiliari.

 

Un lavoro tira l’altro

Particolarmente interessante è il fatto che l’adempimento di uno solo di questi lavori trainanti permetta la detrazione del 110% anche di opere agevolate, dette trainate, come il montaggio di pannelli solari o di accumulatori di energia collegati, l’installazione di impianti fotovoltaici o di colonnine per la ricarica delle auto elettriche. C’è da dire, in più, che il Superbonus 110%, nato inizialmente per lavori di ristrutturazione che coinvolgessero solo prime case, si è esteso pure alle seconde. A restare escluse sono unicamente le abitazioni di tipo signorile, le ville o i palazzi di pregio storico/artistico.

 

È forse l’ora di un cappotto?

Come abbiamo visto, tra i lavori trainanti appare, in pole position, la realizzazione di un isolamento a cappotto. Installare un sistema di isolamento a cappotto efficiente significa evitare la formazione di ponti termici. I ponti termici sono provocati generalmente da discontinuità strutturali e causa di dispersioni termiche che diminuiscono la possibilità di raggiungere quella classe energetica tanto ambita e, dunque, di valorizzare il proprio immobile. Per concretizzare un sistema a cappotto esterno, Fibrotermica, azienda leader nel settore dei materiali isolanti, ha creato FIBROCAP8: un pannello termoisolante in schiuma rigida polyiso (PIR) a celle chiuse, rivestito sulla faccia superiore e inferiore con un’armatura di velo vetro saturato. FIBROCAP8 è prodotto senza l’impiego di CFC o HCFC, che intaccano lo strato di ozono, ed è conforme ai Criteri Ambientali Minimi (CAM) e ai limiti di emissione di Composti Organici Volatili (VOC).

Attenta a progettare soluzioni efficienti, a basso impatto ambientale e che salvaguardano la salute delle persone, Fibrotermica pensa a ricreare ambienti salubri in un’ottica di efficientamento energetico.

Approfitta del momento per chiederci consiglio, saremo felici di valutare insieme l’intervento migliore per soddisfare i tuoi desideri per un ambiente sicuro e confortevole.

In questa pagina troverai tutto quello che c’è da sapere sui nostri prodotti certificati.

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L’INCASTRO CHE DEFINISCE IL PANNELLO

Sfogliando il nostro catalogo FIBROSTIR, vi renderete conto che i pannelli in XPS proposti si differenziano tra loro per dimensione, capacità di resistenza e superficie. Ma non solo. Un altro aspetto fondamentale e sul quale non ci siamo mai soffermati è quello relativo alle diverse tipologie d’incastro.

Perché? Scopriamolo insieme.

 

1 – TAGLIO NETTO SUI 4 LATI

 

La più gettonata tra le tre, quella a spigolo vivo è l’opzione ideale per isolare superfici limitate dove la posa è facilmente controllata evitando spreco di materiale. Di per sé non si tratta di un vero e proprio incastro in quanto i pannelli sono lisci su tutti e quattro i lati, motivo per il quale è richiesta una maggior attenzione e precisione nella loro applicazione per evitare che restino spazi vuoti, causa di ponti termici che, come sappiamo, provocano dispersioni con relativi problemi di muffa e umidità, aumentando le spese in materia di corrente e sminuendo il valore dell’edificio.

 

2 – BATTENTATO SUI 4 LATI

 

Questa seconda tipologia di pannelli accoglie un battente su tutti i lati, facilitando l’applicazione alle estremità. In questo modo risulta semplice e veloce accostare tra loro i pannelli, rendendoli ideali per l’isolamento termico di ampi spazi in tempi brevi. Metri quadri su metri quadri, posati con efficienza.

 

3 – INCASTRO M/F SUI LATI LUNGHI E A SPIGOLO VIVO SUI LATI CORTI

È un incastro perfetto per applicazioni verticali, in quanto i pannelli presentano la stessa altezza della parete, che ha il vantaggio di proporre un isolamento continuo, azzerando il rischio di formazione di ponti termici. Un’applicazione di questo tipo gode di una stabilità senza eguali, permettendo un’applicazione facile e rapida. Attenzione, però: sebbene la zoccolatura del cappotto prevede un intervento di tipo verticale, per questo tipo di isolamento i nostri applicatori consigliano l’utilizzo dei pannelli a incastro a spigolo vivo.

 

La linea di pannelli FIBROSTIR® con questi accorgimenti cerca di andare incontro alle esigenze di tutti i posatori, offrendo loro la possibilità di scegliere la soluzione più semplice ed efficace ai loro problemi.

 

Per scoprire di più, SFOGLIA il catalogo FIBROSTIR.