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Fibrostir nella coibentazione del tetto rovescio praticabile

Lo stesso nome ne delinea chiaramente la peculiarità: il tetto rovescio si chiama così per la sua stratigrafia che stravolge i canoni tradizionali del tetto piano. Nella pratica, l’applicazione del tetto rovescio prevede dapprima l’applicazione della guaina impermeabilizzante e poi quella del pannello isolante. Divenendo lo strato più esposto alle intemperie e, quindi, all’acqua e alle sollecitazioni meccaniche, è necessario che l’isolante sia particolarmente resistente.

Fibrostir in questo non teme confronti! È dotato, infatti, di un bassissimo coefficiente di assorbimento d’acqua, una buona resistenza al vapore e un’alta stabilità dimensionale.

I vantaggi del tetto rovescio praticabile

La particolare stratigrafia del tetto rovescio determina una serie di vantaggi, risolvendo anche alcuni problemi tipici del più popolare tetto caldo. Innanzitutto, la posizione della guaina impermeabilizzante la rende inattaccabile, proteggendola da attacchi climatici e sollecitazioni meccaniche. L’azione anticondensa del tetto rovescio, poi, pone fine definitivamente a quell’accumulo di vapore acqueo che nel tetto caldo viene intrappolato tra l’isolante e la guaina.

L’eccezionalità di Fibrostir

La gamma in polistirene espanso estruso è stata ideata proprio per rispondere in maniera efficace all’esigenza di utilizzare materiali con un forte potere termoisolante e un’elevata resistenza all’acqua e alla compressione. In questo caso, in modo particolare perché il tetto rovescio è praticabile, dunque i materiali devono essere in grado di sopportare pesi importanti.

Inoltre, il polistirene espanso estruso è un materiale che offre un’eccellente stabilità dimensionale grazie alla particolare struttura con almeno il 95% di celle chiuse. Questa sua caratteristica lo rende un materiale isotropo e omogeneo capace di garantire stabilità, solidità ed efficacia isolante nel lungo periodo.

Progettare soluzioni che non hanno bisogno di essere sostituite significa anche essere sostenibili e avere un impatto ambientale minimo. Vai alla pagina Fibrostir e scopri le diverse applicazioni possibili.

*Nell’immagine, due applicazioni su tetto rovescio dei pannelli isolanti Fibrostir.

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L’isolamento del tetto con FIBROSTIR

Il Superbonus appare come la soluzione ideale per valorizzare casa, approfittando degli sgravi fiscali concessi dallo Stato. Tra gli interventi ammessi abbiamo spesso citato l’installazione del sistema a cappotto. Di questo abbiamo sviluppato pannelli ad hoc come FIBROCAP8®. Anche se non è l’unico degli interventi che aiuta a innalzare di due fasce la classe energetica dell’immobile.

La riqualifica comincia dal solaio

La Legge di conversione del Decreto Rilancio in vigore dal 1° luglio 2020 e prorogata al 30 giugno 2022 dice chiaramente di che cosa si tratta. Sono concessi “[…] interventi di isolamento termico delle superfici opache verticali, orizzontali e inclinate che interessano l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio o dell’unità immobiliare situata all’interno di edifici plurifamiliari che sia funzionalmente indipendente e disponga di uno o più accessi autonomi dall’esterno” (fonte: EdilTecnico). Con quest’affermazione vengono inserite anche le coperture tra gli interventi trainanti del bonus, e da novità degli ultimi mesi sia in presenza di sottotetto abitale sia non abitabile. Fonte: Investire Oggi.

FIBROSTIR per l’isolamento del tetto ventilato

Il tetto ventilato, chiamato anche tetto freddo dai tecnici, prende nome dalla camera di ventilazione che lo caratterizza. Questa ha un duplice scopo: mantenere asciutto il materiale isolante d’inverno, combattendo la formazione di condensa, e ricreare un circolo d’aria fresca durante la stagione estiva, in modo da sottrarre calore alla struttura.

Fibrotermica per questo tipo di applicazioni propone la lastra termoisolante in schiuma rigida di polistirene espanso estruso FIBROSTIR – a superficie liscia su entrambe le facce grazie alla pelle di estrusione.

La lastra viene posizionata tra la membrana impermeabile e la barriera a vapore. Ciò assicura nel tempo un’elevata resistenza meccanica, all’assorbimento d’acqua, un’eccellente reazione al fuoco e un’indiscussa stabilità dimensionale. Queste caratteristiche contribuiscono inevitabilmente all’efficacia del sistema ventilato che allontana, così, il pericolo di muffa e umidità in casa, garantendo comfort abitativo e spazi salubri.

Non si tratta, dunque, di alleggerire le spese di riqualificazione, bensì di valorizzare la casa, migliorandone non solo la posizione sul mercato immobiliare, ma la più importante vivibilità.

Leggi tutte le nostre certificazioni alla pagina dedicata FIBROSTIR.

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Superbonus 110 e l’isolamento a cappotto di Fibrotermica

Questo Superbonus 110 consiste in una detrazione fiscale del 110% su alcuni interventi di riqualificazione ambientale per lavori svolti tra il 1 Luglio 2020 e il 31 Dicembre 2021. Questa infografica ti aiuta a capire in maniera semplice come accedere al Superbonus per le riqualificazioni edilizie: cos’è, chi può accedervi e come funziona, quali sono i requisiti.

Per poter beneficiare delle detrazioni del Superbonus è necessario adeguarsi ad alcuni adempimenti burocratici previsti dal Decreto. I documenti necessari sono:

  • Visto di conformità: che verifichi l’esistenza dei presupposti per accedere al Superbonus
  • Una dichiarazione di un tecnico specializzato, in caso di interventi di efficientamento energetico
  • Una dichiarazione di un professionista in caso di interventi antisismici

Quello che ti consigliamo, se hai dei dubbi, è di rivolgerti a un geometra o tecnico di fiducia che possa consigliarti su come procedere con lavori, burocrazia e certificazioni.

Fonte: https://www.csttaranto.it/superbonus-guida-detrazioni/

Are You Ready? Qui trovi il nostro sistema di isolamento a cappotto, che usa materiali certificati CAM (Criteri Minimi Ambientali) e VOC (Volatile Organic Compounds). Non solo efficientamento energetico dunque, ma anche comfort e protezione per le persone.

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Il cappotto certificato di Fibrotermica!

Tra gli interventi resi possibili dal Superbonus 110%, introdotto dal Decreto Rilancio, c’è quello dell’isolamento a cappotto. Nello specifico, la realizzazione del cappotto termico risulta nella lista dei cosiddetti “lavori trainanti”. Ma cosa sono e soprattutto come vengono esaminati? Scopriamolo insieme.

 

Perché richiederlo

Il decreto Rilancio (Dl 34/2020, convertito dalla legge 77) si applica a interventi di riqualificazione energetica volti ad aumentare di almeno due classi il livello energetico di un’immobile. Oltre a dover obbligatoriamente interessare il 25% della sua intera superficie, queste operazioni devono comparire nella lista dei cosiddetti “interventi trainanti”, ossia tra quei lavori ammessi e coperti dal credito d’imposta del 110%. Secondo tale lista si potrà ottenere uno sconto immediato in fattura o, in alternativa, la cessione del credito alle banche per quanto riguarda la realizzazione del cappotto termico, gli interventi sulle parti comuni degli edifici o gli interventi sugli edifici unifamiliari.

 

Un lavoro tira l’altro

Particolarmente interessante è il fatto che l’adempimento di uno solo di questi lavori trainanti permetta la detrazione del 110% anche di opere agevolate, dette trainate, come il montaggio di pannelli solari o di accumulatori di energia collegati, l’installazione di impianti fotovoltaici o di colonnine per la ricarica delle auto elettriche. C’è da dire, in più, che il Superbonus 110%, nato inizialmente per lavori di ristrutturazione che coinvolgessero solo prime case, si è esteso pure alle seconde. A restare escluse sono unicamente le abitazioni di tipo signorile, le ville o i palazzi di pregio storico/artistico.

 

È forse l’ora di un cappotto?

Come abbiamo visto, tra i lavori trainanti appare, in pole position, la realizzazione di un isolamento a cappotto. Installare un sistema di isolamento a cappotto efficiente significa evitare la formazione di ponti termici. I ponti termici sono provocati generalmente da discontinuità strutturali e causa di dispersioni termiche che diminuiscono la possibilità di raggiungere quella classe energetica tanto ambita e, dunque, di valorizzare il proprio immobile. Per concretizzare un sistema a cappotto esterno, Fibrotermica, azienda leader nel settore dei materiali isolanti, ha creato FIBROCAP8: un pannello termoisolante in schiuma rigida polyiso (PIR) a celle chiuse, rivestito sulla faccia superiore e inferiore con un’armatura di velo vetro saturato. FIBROCAP8 è prodotto senza l’impiego di CFC o HCFC, che intaccano lo strato di ozono, ed è conforme ai Criteri Ambientali Minimi (CAM) e ai limiti di emissione di Composti Organici Volatili (VOC).

Attenta a progettare soluzioni efficienti, a basso impatto ambientale e che salvaguardano la salute delle persone, Fibrotermica pensa a ricreare ambienti salubri in un’ottica di efficientamento energetico.

Approfitta del momento per chiederci consiglio, saremo felici di valutare insieme l’intervento migliore per soddisfare i tuoi desideri per un ambiente sicuro e confortevole.

In questa pagina troverai tutto quello che c’è da sapere sui nostri prodotti certificati.

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L’INCASTRO CHE DEFINISCE IL PANNELLO

Sfogliando il nostro catalogo FIBROSTIR, vi renderete conto che i pannelli in XPS proposti si differenziano tra loro per dimensione, capacità di resistenza e superficie. Ma non solo. Un altro aspetto fondamentale e sul quale non ci siamo mai soffermati è quello relativo alle diverse tipologie d’incastro.

Perché? Scopriamolo insieme.

 

1 – TAGLIO NETTO SUI 4 LATI

 

La più gettonata tra le tre, quella a spigolo vivo è l’opzione ideale per isolare superfici limitate dove la posa è facilmente controllata evitando spreco di materiale. Di per sé non si tratta di un vero e proprio incastro in quanto i pannelli sono lisci su tutti e quattro i lati, motivo per il quale è richiesta una maggior attenzione e precisione nella loro applicazione per evitare che restino spazi vuoti, causa di ponti termici che, come sappiamo, provocano dispersioni con relativi problemi di muffa e umidità, aumentando le spese in materia di corrente e sminuendo il valore dell’edificio.

 

2 – BATTENTATO SUI 4 LATI

 

Questa seconda tipologia di pannelli accoglie un battente su tutti i lati, facilitando l’applicazione alle estremità. In questo modo risulta semplice e veloce accostare tra loro i pannelli, rendendoli ideali per l’isolamento termico di ampi spazi in tempi brevi. Metri quadri su metri quadri, posati con efficienza.

 

3 – INCASTRO M/F SUI LATI LUNGHI E A SPIGOLO VIVO SUI LATI CORTI

È un incastro perfetto per applicazioni verticali, in quanto i pannelli presentano la stessa altezza della parete, che ha il vantaggio di proporre un isolamento continuo, azzerando il rischio di formazione di ponti termici. Un’applicazione di questo tipo gode di una stabilità senza eguali, permettendo un’applicazione facile e rapida. Attenzione, però: sebbene la zoccolatura del cappotto prevede un intervento di tipo verticale, per questo tipo di isolamento i nostri applicatori consigliano l’utilizzo dei pannelli a incastro a spigolo vivo.

 

La linea di pannelli FIBROSTIR® con questi accorgimenti cerca di andare incontro alle esigenze di tutti i posatori, offrendo loro la possibilità di scegliere la soluzione più semplice ed efficace ai loro problemi.

 

Per scoprire di più, SFOGLIA il catalogo FIBROSTIR.