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Software per calcolare il risparmio energetico, le novità targate ENEA

L’ENEA ha messo a disposizione gratuitamente due strumenti per calcolare il risparmio energetico conseguito tramite interventi di riqualificazione energetica degli edifici.

Grazie a questi due software gratuiti sarà molto più facile per i professionisti calcolare il risparmio che si otterrà utilizzando schermature solari e chiusure oscuranti.

ShadoWindow

Il primo dei due software si chiama “ShadoWindow”.

Spesso i calcoli necessari per capire i margini di risparmio che derivano dall’installazione di schermature solari nelle vetrate sono molto lunghi e difficili. Grazie a quest’app, che si basa su una metodologia coerente con le norme tecniche di riferimento, l’utente sarà molto facilitato nel calcolo del risparmio energetico.

Chiusure Oscuranti

La seconda applicazione “Chiusure Oscuranti” è invece indirizzata a calcolare il risparmio annuo di energia primaria non rinnovabile conseguito con l’installazione di chiusure oscuranti a protezione di superfici vetrate.

Le chiusure oscuranti possono essere installate non contestualmente alla sostituzione dei serramenti e in questo caso devono essere inserite come Schermature Solari e Chiusure oscuranti nel portale Enea dedicato alle detrazioni fiscali per interventi di riqualificazione energetica.

 

Queste due metodologie sono molto efficaci in estate per proteggere l’abitazione dai raggi solari, ma altrettanto efficaci (sia per l’estate che per l’inverno) sono i pannelli isolanti, che se accoppiati alle chiusure oscuranti o alle schermature solari possono garantire un maggiore benessere all’interno dell’edificio.

Chissà se in futuro ENEA svilupperà altri software per calcolare il risparmio energetico derivante da altre fonti.. Noi intanto aspettiamo e ci godiamo questi! CLICCA QUI per maggiori dettagli

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Pannelli in poliuretano espanso rigido (PIR), un aiuto in più per l’ambiente

Decidere di utilizzare degli isolanti termici per isolare le abitazioni dal caldo in estate e dal freddo in inverno è un’ottima scelta per vivere nel massimo comfort senza sprecare energia. Ma per l’ambiente come la mettiamo? Prima valutazione: i pannelli di poliuretano espanso rigido di ottima qualità hanno un alto coefficiente di isolamento e quindi mantengono la temperatura ideale con il minimo costo; ma l’altro valore aggiunto è che durano almeno 50 anni, cioè per tutta la vita di un’abitazione e quindi l’energia che si spende per produrli viene recuperata già al primo anno di posa in opera e, dal secondo anno in avanti sono tonnellate di CO2 che non vengono immesse nell’atmosfera per riscaldare o raffrescare.

La temperatura del pianeta è uno dei temi di cui oggi si parla molto, la cronaca dà notizia di eventi climatici estremi che accadono quotidianamente in ogni parte del mondo (purtroppo nemmeno l’Italia viene risparmiata). Fra le cause ci sono le emissioni nocive – tra queste, di CO2 – in parte rilevante imputa­bili ai processi energetici: il settore delle costruzioni rappresenta a li­vello europeo circa il 40% dei con­sumi e il 30% delle emissioni di anidride carbonica.

Costruire strutture o abitare case che consumano poco e che rispettino l’ambiente è uno degli obiettivi essenziali per salvaguardare il nostro pianeta. È indispensabile quindi disporre di adeguati strumenti di valutazione del loro impatto sia nella fase di edifica­zione che in quella di utilizzo.

LA SCELTA DEI MATERIALI È IMPORTANTE

La qualità dei materiali impiegati e una puntuale installazione determina la gran parte dei minori consumi di un’abitazione vivibile.

È bene quindi scegliere con cura i prodotti che si utilizzeranno per isolare.

L’obiettivo prioritario di una nuova pro­gettazione sostenibile dovrebbe quindi essere quello di selezionare opportu­namente materiali e componenti del­l’edificio allo scopo di ridurre soprattutto i suoi consumi energetici più rilevanti (circa il 90%) imputabili alla fase di esercizio. Tutto questo naturalmente cercando di ottenere le migliori prestazioni in fase di esercizio a fronte dei minori costi ambien­tali in fase di realizzazione.

PERCHÉ IL POLIURETANO ESPANSO RIGIDO (PIR)

Il poliuretano espanso rigido è un materiale che, a parità di spessore, garantisce una maggiore protezione contro le dispersioni termiche, per questo è il materiale che viene più usato in tanti settori (es. frigoriferi) dove è essenziale mantenere una temperatura prefissata consumando meno energia possibile. Inoltre è un materiale molto leggero.

Queste due qualità consentono di ottenere un ottimo isolamento limitando i volumi e i pesi impiegati.

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L’isolamento termico FI·VE® al top per efficacia, efficienza applicativa e gamma più che completa

Al Klimahouse 2019 FI·VE® presenta, con la sigla CAP8™, i pannelli in schiuma polyiso rigida che rappresentano una soluzione altamente performante e innovativa per l’isolamento delle pareti (sistemi a cappotto e/o pareti ventilate) ed eliminazione dei ponti termici.

Il mondo delle costruzioni è in trasformazione, richiede prodotti con alti standard di qualità a lambda sempre più bassi e spessori che non tolgano volumi interni e che salvaguardino l’estetica degli edifici; vanno inoltre salvaguardati ambiente, operatori e abitanti degli edifici… I pannelli FI·VE® sono conformi alla norma UNI EN 13165, costituiti da un componente isolante in schiuma polyiso espansa senza l’impiego di CFC o HCFC, né prodotti espandenti che intaccano lo strato di ozono.

Ogni singolo pannello presenta un formato idoneo per consentire la corretta distribuzione interna delle tensioni termiche: questo aspetto garantisce l’assenza di deformazioni e significa mantenimento, nel tempo e a diverse condizioni di esercizio, delle dimensioni originali e della planarità delle superfici. Possono ritenersi perciò escluse eventuali deformazioni che potrebbero compromettere irreparabilmente la funzionalità del sistema cappotto.

Anche gli elementi intrinseci quali la densità, le caratteristiche della schiuma con struttura a celle chiuse e l’armatura superficiale in velo vetro saturato su entrambi i lati rendono ogni singolo pannello compatto, con un’ottima capacità di adesione ai supporti ed eccellenti prestazioni di stabilità dimensionale. Per questo, FI·VE® CAP8™ risulta idoneo alle più severe condizioni applicative.

Styrodur® è Styrodur® e non poteva mancare al Klimahouse 2019. È il pannello isolante “preferito” dai progettisti per affidabilità e sicurezza di risultato. Styrodur® è prodotto nello stabilimento FI·VE® di Bibbiano (RE) e distribuito su licenza BASF SE.

Il sistema FI·VE® si articola in 4 stabilimenti produttivi e dispone di enormi spazi per lo stoccaggio e la stagionatura dei pannelli. FI·VE® è la realtà industriale di riferimento nel settore dell’isolamento termico per l’edilizia, con una rete commerciale altamente qualificata e un servizio completo di assistenza tecnica in tutta Italia.

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Benessere abitativo, isolamento termico

 

 

La fase edilizia designata al raggiungimento del comfort e del benessere abitativo si deve occupare di variabili necessarie, non limitate alle scelte per l’ottenimento della temperatura ambientale, ma raggiungendo i fattori di natura oggettiva propri del comfort ambientale (benessere termo-igrometrico): la composizione del microclima, misurato da tutti i parametri climatici degli ambienti.

Altri parametri che non toccheremo riguardano sempre il comfort ambientale (benessere termo-igrometrico) ma dipendono da fattori di natura soggettiva (estetica, stile di vita).

Il calore che naturalmente sviluppa il nostro corpo se è simile al calore che scambia con l’esterno, che in pratica non gli richiede uno sforzo per mantenere la propria temperatura corporea, genera una sensazione di benessere.

Oltre alla temperatura ambientale una variabile ragguardevole è data dall’irraggiamento delle superfici che circondano l’ambiente dove viviamo.


Come dimostra la foto, se le pareti che ci circondano hanno una temperatura più bassa rispetto all’ambiente, ovvero irradiano freddo verso l’interno, il corpo percepisce il freddo con una sensazione di malessere; una temperatura costante e giusta delle pareti esterne e interne riescono a donare una maggiore sensazione di benessere.

Come ottenere benessere abitativo

Per ottenere una temperatura stabile all’interno degli ambienti è necessario che ogni parete sia isolata nel modo più opportuno.

L’isolamento di fondazioni o di elementi strutturali controterra presuppone attente valutazioni nella scelta dei materiali da ritenere idonei, in primis per la presenza di umidità che in molti materiali da costruzione compromette le prestazioni isolanti e ne riduce la durata. Inoltre, nell’isolamento sotto fondazione sono da valutare i carichi a cui è sottoposto l’isolante che riceve il peso dell’edificio.


Non è possibile prescindere dal corretto isolamento delle pareti perimetrali. In base alle tipologie d’intervento, alla destinazione d’uso e alla tipologia di edificio, le applicazioni si differenziano per la posizione in cui viene collocato il coibente rispetto alle stratigrafie dell’involucro.

 

Le coperture piane, nelle sue diverse modalità esecutive, sta avendo un interesse crescente nelle attuali progettazioni. Per tale ragione si stanno richiedendo materiali adeguati a risolvere i vari aspetti legati a questa tipologia di copertura. La corretta progettazione esecutiva e la scelta dell’idoneo coibente sono quindi gli aspetti determinanti.

Le coperture inclinate sono le più diffuse; possono avere diverse tipologie di manto di finitura ma l’aspetto dell’isolamento termico rimane comunque sempre da valutare. Il tetto è la componente dell’edificio che disperde maggiormente calore e che incide di più in tal senso.

La sensazione di malessere che si prova all’interno degli ambienti non isolati parte dalla percezione di freddo ai piedi, che conseguentemente interessa il benessere fisico nel suo insieme; questa problematica deriva dalla mancanza o dall’errato isolamento a livello del solaio, soprattutto se quest’ultimo si trova al piano terra a contatto col terreno o al di sopra di ambienti non riscaldati.

Scopri tutte le applicazioni di Fibrotermica  

 

 

 

 

 

 

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La storia dell’isolamento termico

Dalle prime popolazioni che costruivano abitazioni con gli stessi materiali usati per l’abbigliamento (pelli di animali, pellicce, lana) a quelle che stanziandosi potevano contare su materiali più durevoli come la pietra, il legno e la terra, le esigenze sono evolute insieme alle nuove tecnologie.

Nel caso di climi particolarmente avversi abbiamo antichi rimedi per isolare gli edifici come le case nel villaggio neolitico di Skara Brae (Isole Orcadi, Scozia). Si tratta delle più antiche conosciute abitazioni con tetto verde e coperte dalla terra, risalenti a quasi 5.000 anni fa.

La terra, si sa, ha sempre giocato un ruolo determinante nell’edilizia, anche in termini di sottrazione: in molti casi troviamo abitazioni scavate nella terra, pratica economica, con annesso rivestimento laterale in pietra e superiore di terra su strutture lingee o in parte d’osso, per assicurarsi un’eccellente protezione contro freddo, animali selvatici, contro il fuoco e durante i periodi di combattimento.

Inoltre le case di terra usano il suolo come perfetta materia isolante, poiché a causa dell’alta densità, determina un cambiamento molto lento della temperatura, un rivestimento a terra che mantiene l’interno caldo in inverno e fresco d’estate.

L’ISOLAMENTO TERMICO NELLA CONTEMPORANEITÀ

Alla fine del XIX secolo le tecniche di costruzione si sono sviluppate sulla nascita di nuovi materiali da costruzione (ghisa, strutture in vetro, cemento, acciaio) e sulla progettazione di sistemi strutturali basati su elaborazioni di calcolo complessi.

Il problema principale affrontato dalla scienza degli isolanti era l’espansione e la distorsione di questi nuovi materiali a causa dell’umidità. Per evitare le crepe e conseguenti danni è diventato evidente che queste strutture avessero bisogno di una maggiore protezione termica, caratteristica che oggi accomuna tutti i pannelli isolanti. Tra ventesimo e  ventunesimo secolo l’aumento del consumo di energia e dei costi elevati di combustibili fossili (carbone, petrolio) ha fatto sviluppare sempre più la necessità di contenere il consumo energetico, sviluppando parallelamente una maggiore sensibilità all’ambiente insieme alla ricerca economica della riduzione degli sprechi. Questi sono solo alcuni dei motivi per cui l’architettura ha iniziato a utilizzare i materiali per l’isolamento termico.

Il compito dei materiali isolanti è quello di mantenere il calore, vantaggio significativo soprattutto per gli edifici residenziali, dove sul privato ricadono spese per il riscaldamento e l’aerazione che hanno mostrato un aumento esponenziale negli ultimi decenni. Il calcolo della perdita di calore divenne il problema chiave per la costruzione, con la nascita delle prime teorie sull’isolamento termico e sulla fisica delle costruzioni per applicazioni sostenibili.

MATERIALI PER I PANNELLI ISOLANTI MODERNI

I Pannelli di Fibrotermica offrono soluzioni isolanti a basso impatto ambientale e

contribuiscono ad abbassare le emissioni di CO2 grazie al risparmio energetico derivante al corretto isolamento degli ambienti. I pannelli isolanti di Fibrotermica sono costituiti da schiuma rigida di polistirene espanso estruso con superficie liscia (con pelle di estrusione). I prodotti sono esenti da CFC e HCFC. Questi materiali isolanti vantano anche un valore minimo di assorbimento acqua e buona resistenza al vapore che consentono una difficile putrescibilità del pannello, contrastando la formazione di muffa e condensa negli ambienti.

Scopri tutti i nostri prodotti sul nostro sito e contattaci per maggiori informazioni e per preventivi.

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L’isolamento termico. Dalle pelli alle schiume polyiso

La necessità dell’isolamento è antica quanto quanto l’attività dell’edilizia. I popoli preistorici costruivano rifugi per proteggere se stessi dall’esterno, dove in un primo momento si usarono materiali organici poi sostituiti da materiali maggiormente duraturi.

Con l’affinarsi delle tecniche, ai materiali trovati in natura abbiamo affiancato quelli ottenuti grazie a diverse lavorazioni che si sono dimostrate più adatte per l’isolamento.

Molto tempo fa l’isolamento termico non costituiva uno strato separato nella costruzione degli edifici in quanto la stessa opera edile era di per sé una barriera di protezione ed isolamento. Le prime popolazioni preistoriche costruirono abitazioni temporanee con gli stessi materiali usati per l’abbigliamento. Il materiali più comune era costituito dalle pelli di animali, pellicce, lana e prodotti correlati alle piante come la canna, lino o paglia, dalla durata ben limitata per le proprietà organiche.

Millenni dopo, il passaggio ad uno stile di vita stanziale e lo sviluppo dell’agricoltura permisero l’impiego di materiali più durevoli per l’edilizia, come la pietra, il legno e la terra.

Partendo dai primi materiali organici prodotti, la tecnologia ha permesso di lavorare e sviluppare vari isolanti artificiali, come la lana di roccia, la fibra di vetro, la schiuma vetro, i mattoni forati, e la perlite espansa.

La comparsa di schiume di polyiso ha causato un’enorme rivoluzione nel settore dell’edilizia. Sebbene la produzione della plastica fosse ben nota nel 19° secolo, la prima schiuma plastica non fu prodotta fino al 1941. Oggi i materiali isolanti più popolari sono proprio le schiume di polyiso e la lana minerale, con l’aggiunta di una piccola quantità di materiali naturali.

LO SVILUPPO SOSTENIBILE E L’ISOLAMENTO TERMICO

Fibrotermica da oltre vent’anni è produttore di riferimento per il settore dei materiali isolanti, contribuendone allo sviluppo e all’evoluzione. I pannelli isolanti sono ideati per ogni specifica applicazione secondo i criteri di efficienza, risparmio energetico e attenzione per l’ambiente grazie all’utilizzo in fase produttiva di materie prime non dannose per l’ecosistema. Oggi esistono pannelli isolanti adatti ad ogni campo di applicazione, ad esempio per: il pavimento radiante (dove è importante scegliere isolanti resistenti alle temperature più elevate), il pavimento industriale (in grado di resistere alla compressione), le pareti controterra di locali abitabili (in grado di resistere a un forte impatto dell’acqua), l’isolamento termico di travi e pilastri in cassero (per evitare che l’umidità intacchi le zone vitali della struttura di una abitazione), le copertura piana a giardino pensile (dove si necessita di pannelli isolanti adatti a sostenere un vero e proprio giardino), applicazione a cappotto, (Costituito da due pareti separate da una camera d’aria continua, nella quale viene inserito il pannello isolante). Scopri tutti i campi di applicazione di Fibrotermica.

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le fondazioni a trave rovescia, come isolarle nel modo corretto.

Le tecniche per costruire le fondazioni di un edificio sono svariate, in questo articolo analizzeremo le fondazioni a trave rovescia, e le tecniche di isolamento di questa area particolare.

La fondazione a trave rovescia si realizza con l’ausilio di una trave armata, definita rovescia perché si sviluppa al contrario rispetto alle travi in elevazione. Questo perché nella fondazione i carichi vengono dalle parte inferiore dell’edificio, ovvero dal terreno.

La fondazione poggia su uno strato di calcestruzzo a basso contenuto di cemento (magrone), ovvero la base di appoggio alla struttura di fondazione, che evita alle strutture il contatto con il terreno umido.

Le fondazioni a travi rovesce vanno a differenziarsi da quelle continue, quest’ultime sono caratterizzate da una doppia funzionalità:

  • aumentano la superficie resistente sul terreno;
  • collegano le strutture di elevazione sovrastanti.

Le fondazioni continue possono essere impiegate con strutture portanti puntiformi, ma anche con strutture di elevazione a pareti portanti. Le fondazioni a travi rovesce, a volte chiamate anche fondazioni a cordoli hanno come caratteristica principale l’allargamento della sezione trasversale terminale della struttura, che prende il suo formato, in base ai carichi da ripartire sul terreno.

Per le murature portanti sono usati i cordoli di fondazione con lo scopo principale di distribuire nel modo più diffuso possibile il peso sovrastante sul terreno, evitando zone con carico differenziato che possono andare a compromettere la struttura. In questo caso hanno un minor peso le sollecitazioni a flessione mentre risultano importanti i fattori di  compressione reciproci tra fondazione e terreno.

Le fondazioni a trave rovescia svolgono una funzione assai importante, in quanto ripartiscono sul terreno i carichi trasmessi dalla strutture ribaltando la distribuzione delle tensioni al suo interno rispetto a quanto succede nelle travi in elevazione.
Si possono avere sezioni semplici a parallelepipedo, a T rovesciata o a L in relazione

  • alle sollecitazioni;
  • alle eventuali eccentricità dei pilastri o dei setti (elementi verticali quali pareti in cemento armato) superiori.

L’isolamento nelle fondazioni a trave rovescia

L’isolamento di questo tipo di tecnica deve essere capace di sostenere il peso dello struttura, in questa modalità di applicazione, il pannello FIBROSTIR® risponde adeguatamente alla resistenza meccanica nel tempo e alla durabilità anche in presenza di umido, caratteristiche necessariamente richieste al coibente. I pannelli consigliati sono FIBROSTIR®-HD e FIBROSTIR®-HD 700 (inserisci link parlante: https://www.fibrotermica.it/prodotti/fibrostir/), lastre in polistirene espanso estruso (XPS) autoestinguente con elevata resistenza a compressione, superficie liscia (con pelle di estrusione) su entrambe le facce.

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Isolare correttamente le travi e i pilastri in cassero

Cosa sono i ponti termici?

I ponti termici rappresentano una discontinuità della temperatura sulla parte esterna di un edificio. Si presentano laddove vi è eterogeneità nella struttura, un’interruzione costruttiva che va a congiungersi con un’altra, ovvero, quando siamo in presenza di spigoli, di collegamenti tra parete e parete, di inneschi tra parete e solaio, di connessioni tra pareti e serramenti.

I ponti termici rappresentano una criticità nella struttura di un edificio.

La discontinuità termica che si verifica in corrispondenza dei ponti termici, a causa della diversa conduttività dei materiali edilizi usati, provoca dei punti freddi, con alte probabilità di condensa e formazione di muffa.

L’umidità presente nell’aria, incontrando una zona a temperatura molto più bassa, trasforma la sua struttura e sulle pareti si vanno a depositare delle gocce di acqua che nel tempo possono sviluppare muffe, che non solo sono antiestetiche, ma fanno male sia alla salute dell’uomo, sia all’edificio, compromettendone la durabilità. Le zone più esposte sono i pilastri, i balconi e le travi.

La normativa vigente sui ponti termici.

Essendo i ponti termici un’area d’intervento molto critica si è preferito legiferare in merito: la nuova normativa (EN UNI TS 11300) va a stabilire un modalità per valutare la prestazione energetica di un edificio. Precedentemente era possibile effettuare una stima forfettaria, ora bisogna in modo obbligatorio redarre “il calcolo da indicare all’APE” con una sezione specifica per questa problematica dei ponti termici.

Non sempre è possibile eliminare i ponti termici, pertanto, è necessario porre in essere uno strato di isolamento termico ottimale con dei pannelli isolanti adatti a risolvere il problema.

Soluzioni per il problema dei ponti termici.

Alcuni rimedi possono attenuare o eliminare del tutto la questione dei ponti termici e delle relative zone di umidità con la presenza di muffe. Per un edificio che li presenta successivamente alla costruzione le soluzioni possono essere: installare vetri termoisolanti intelaiati e l’applicazione di un cappotto termico. Per gli edifici di nuova costruzione, la prevenzione dei ponti termici, consiste nell’isolare correttamente le travi e i pilastri in cassero. I pannelli isolanti con prestazioni termiche elevate e con spessori ridotti, possono eliminare le dispersioni termiche e i problemi di condensa e muffa che ne derivano. I pannelli isolanti devono avere delle finiture superficiali specifiche per tali applicazioni, Fibrotermica propone FIBROSTIR®-G (https://www.fibrotermica.it/prodotti/fibrostir/) con superficie goffrata oppure FIBROSTIR® R/ RS con superficie ruvida (se richiesto, con l’aggiunta di scanalature longitudinali).

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Sistemi finanziari innovativi per accelerare gli investimenti di TeMa

TeMa Tecnologies and Materials, una delle aziende della galassia IWIS Holding, ha attivato l’emissione di 5 milioni di euro di minibond seguita da Volksbank

Questa emissione di minibond servirà per finanziare nuovi investimenti, in particolare, come afferma Luciano Mazzer – Presidente del consiglio di amministrazione di TeMa – servirà per diversificare gli investimenti, con un maggiore sviluppo dei mercati esteri. TeMa ad oggi possiede cinque stabilimenti produttivi localizzati in Italia – a Vittorio Veneto – e in Russia, Spagna, Turchia e Romania. Commercializza i propri prodotti in 60 Paesi con un volume d’affari pari a 42 mln di euro nel 2017 e un export di poco superiore all’80%. L’obiettivo attuale è di superare l’oceano e arrivare negli Stati Uniti d’America. Le attività sono già iniziate e nel corso del 2019 sarà ultimato uno stabilimento produttivo nello Stato del West Virginia.

TeMa Technologies and Materials srl possiede un patrimonio di soluzioni all’avanguardia, innovative per l’ambiente e l’edilizia; vanta inoltre esperienza presso cantieri internazionali in ingegneria ambientale ed edile con applicazioni competitive. Offre soluzioni personalizzate per i progetti che coinvolgono elementi strutturali, di mantenimento e messa in sicurezza nei settori dell’edilizia residenziale, civile e delle grandi opere.

TeMa è divisa in tre busines unit: TeMa Building Solutions, con una gamma completa di prodotti e soluzioni per il cantiere; TeMa Geo Solutions, geosintetici per sistemazioni di discariche, piani stradali e ferroviari, canali, gallerie e tutte le situazioni in cui il metodo delle terre armate garantisce un basso impatto ambientale; Tema Interior Solutions, soluzioni di nuova generazione per l’impermeabilizzazione di bagni e docce che con la nuova linea T-Silence propone anche sistemi di isolamento acustico assolutamente competitivi per efficienza e modalità di applicazione.

L’emissione di minibond rappresenta per le imprese come TeMa un’interessante alternativa di finanziamento, ideale per le aziende innovative e in crescita che attraverso i minibond ottengono accesso al mercato dei capitali, facendosi in tal modo conoscere da un ampio spettro di investitori.

IWIS Holding, oltre a TeMa comprende Tegola Canadese e FI·VE, sub-holding leader nel mondo degli isolanti con diversi marchi fra i quali Fibrotermica, azienda specializzata nella produzione di materiali isolanti per l’edilizia.

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Evitare l’umidità di risalita con l’isolamento termico nella zona di zoccolatura

Come riconoscere l’umidità di risalita

L’umidità di risalita si presenta solitamente alla base degli edifici, provocando in una prima fase degli aloni di umidità, fino ad arrivare ad un vero e proprio danneggiamento dell’intonaco con la fuoriuscita di muffe. Il problema può manifestarsi sia esternamente che all’interno degli edifici lungo le pareti perimetrali.

L’umidità di risalita va distinta dalla semplice umidità, infatti, il suo nome deriva dal fenomeno della capillarità: l’acqua presente nel terreno risale dalle fondamenta fino ad arrivare alle pareti. Questa sua caratteristica fa sì che la maggior parte delle soluzioni adottate per sconfiggere la muffa, come applicazioni chimiche sulla parete o la presenza di un deumidificatore, risultano essere inutili in quanto l’acqua sale dal basso e viene assorbita dalle pareti salendo in alto. La conseguenza negativa è la costante presenza di umidità nella struttura vitale dell’edificio. Vediamone in dettaglio conseguenze e soluzioni.

 

Conseguenze legate all’umidità di risalita.

Uno dei maggiori rischi causati dall’umidità di risalita sono i problemi di salute che derivano dall’aria insalubre che le persone che vivono in quegli ambienti sono costrette a respirare; quando compaiono le prime muffe la pericolosità aumenta in modo esponenziale essendo le spore molto nocive per il nostro organismo. Anche se di minore importanza, si deve anche evidenziare l’impatto estetico negativo dell’umidità di risalita: la pittura che si scrosta, l’intonaco che si stacca dalla parete si uniscono al verde del fungo della muffa, rendendo la parete perimetrale di scarso valore apparente. Con il tempo anche i danni economici possono essere ingenti, intonacare i muri, pitturare le pareti e ritrovarsi dopo poco tempo con i lavori che necessitano di essere rifatti, ha un impatto economico diretto molto forte. Non per ultime, bisogna anche considerare le maggiori spese che derivano per raffrescamento e riscaldamento dovute a una minore capacità di isolamento che hanno i muri interessati da umidità di risalita. L’umidità provoca danni alle strutture vitali di un’abitazione: i sali, presenti nell’acqua una volta evaporata, cristallizzano, aumentando di volume fino a 12 volte, causando pressione sul materiale murario, indebolendo la struttura e compromettendone la sua durabilità.

 

Come risolvere i problemi derivanti dall’umidità di risalita

La migliore soluzione ai grandi problemi è la prevenzione. In fase di costruzione diventa importante e di vitale importanza utilizzare i giusti materiali e le appropriate tecniche costruttive per evitare l’insorgere dell’umidità di risalita. Le parti maggiormente esposte sono le pareti controterra e la zona di zoccolatura.  Fibrotermica consiglia l’utilizzo dei pannelli isolanti specifici per l’applicazione FIBROSTIR®-G, a livello zoccolatura e FIBROSTIR®, per la zona interrata. Allo stesso tempo nella zona interrata deve essere previsto un sistema di drenaggio che faciliterà l’uscita dell’acqua dalle zone vitali, evitando accumuli ed eventuali repentini allagamenti, viste se sempre più frequenti precipitazioni ad alta intensità.