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L’importanza di isolare il tetto verde

In questo gran parlare di sostenibilità ambientale anche in ambito edilizio e architettonico, i tetti verdi sono delle opere di indiscussa bellezza ma anche di interessante funzionalità. Portano notevoli vantaggi come la mitigazione del microclima, la purificazione dell’aria che respiriamo, l’assorbimento e il deflusso dell’acqua piovana e molti altri, fra i quali, non ultimo, la bellezza.

Approfondiamo i vari aspetti di un sistema quasi del tutto autosufficiente.

 

Intensivo ed estensivo

Sono riscontrabili due tipologie di tetto verde: quello intensivo e quello estensivo.

È estensivo il tetto verde di dimensioni più ampie e non praticabili se non per la manutenzione ordinaria un paio di volte all’anno. Si ritrova generalmente nei capannoni, centri commerciali o altri edifici pubblici.

La versione intensiva, invece, è adatta a coperture più piccole, accessibili alle persone e a spazi dedicati quali tavoli, altalene o panche. Richiede una manutenzione costante durante l’arco dell’anno e una maggiore resistenza a carichi elevati, data la tipologia di piante e arbusti che si possono piantare. In questa categoria rientra anche la possibilità di immaginare un orto.

 

Tetto verde estensivo

Tetto verde estensivo

Tetto verde intensivo

Tetto verde intensivo

Quali sono i vantaggi?

Il tetto giardino ha notevoli vantaggi, tra cui:

  • mitigare il microclima, migliorando la qualità della vita: si crea infatti un perfetto equilibrio che assicura un benessere psico-fisico all’uomo;
  • purificare l’ambiente, riducendo l’inquinamento atmosferico: la vegetazione assorbe la CO2 e le polveri e rilascia nuovo ossigeno. Inoltre, riduce notevolmente l’elettrosmog proveniente da apparecchi elettronici (televisori, radio, cellulari…);
  • favorisce la biodiversità: in città è difficile pensare a una biodiversità, vista la quantità di inquinamento e, spesso, alla quasi assenza di aree verdi, quindi il tetto verde favorisce la conservazione della biodiversità;
  • assorbire l’acqua meteorica: i tetti verdi utilizzano l’acqua piovana per “autoirrigarsi” e drena quella in eccesso conservandola nella geomembrana per i periodi di maggiore siccità;
  • migliorare le prestazioni energetiche degli edifici: aumenta il controllo dell’assorbimento del calore e dell’umidità aiutando il risparmio energetico dell’immobile e riducendo le dispersioni termiche.
  • attutisce il rumore e l’energia dinamica della grandine: è facilmente intuibile che il rumore della pioggia o della grandine viene “assorbito”.

 

Come è fatto un tetto verde?

Uno dei rischi che il tetto corre è la presenza di infiltrazioni e umidità che vanno assolutamente prevenute per non danneggiare l’edificio e mettere a repentaglio la salute degli inquilini.

Per questo, è fondamentale che ci sia una perfetta protezione del solaio da infiltrazioni di acqua e condensa. La stratigrafia prevede la stesura di un doppio strato di guaina bituminosa, una delle quali è anti-radice, in modo da evitare di danneggiare il manto impermeabile.

 

Le soluzioni di Fibrotermica

Tutti i nostri prodotti sono costruiti anche per situazioni che richiedono ottime performance meccaniche: sono, infatti, testati per resistere a carichi elevati (fino a ≥700 kPa) sia statici, sia dinamici, senza flettersi, deformarsi o rompersi.

I prodotti della linea Fibropir® (in poliuretano espanso rigido – PIR) che consigliamo per la costruzione del tetto verde sono:

  • Fibro Duo,
  • Fibro Duo HD
  • Fibro Duo HP
  • Fibro Ver
  • Fibroplus E
  • Fibrofire Stop.

Invece, quelli della linea Fibrostir® (in polistirene estruso – XPS) sono:

  • Fibrostir HD
  • Fibrostir HD 700.

 

 

 

Vedi qui le specifiche di tutti i prodotti citati per scegliere qual è il più adatto al tuo progetto.

 

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Superficie liscia, goffrata, ruvida: quale scegliere?

Elevata resistenza alla compressione e ottima capacità impermeabile rendono i pannelli in XPS (polistirene espanso estruso) adatti a molteplici applicazioni per l’isolamento termico di edifici sia civili che commerciali. Inoltre, essi variano per dimensione, incastri e tipologia di superficie, che può essere liscia, goffrata o ruvida.

In questo articolo analizziamo questa caratteristica, cercando di comprendere meglio le differenze e scegliere il pannello più adatto al progetto da realizzare.

 

Superficie liscia

Utilizzati frequentemente, hanno una finitura superficiale completamente liscia su entrambe le facce: la pelle di estrusione utilizzata è marcata CE secondo la EN13164.

Senza alcun trattamento sulla superficie, i pannelli vengono tagliati direttamente.

Rientrano in questa categoria Fibrostir®, Fibrostir ® HD e Fibrostir ® HD 700.

Campi di applicazione

  • isolamento sotto pavimento;
  • isolamento sotto pavimento radiante e controterra;
  • isolamento del tetto inclinato;
  • tetto piano caldo;
  • tetto piano rovescio;
  • tetto ventilato e sottotetto;
  • isolamento termico in intercapedine.

 

Fibrotermica - superficie liscia

Superficie goffrata

La superficie goffrata ha una finitura a trama, appositamente creata con impianti progettati a tale scopo. Le varie celle sulla superficie permettono un ancoraggio solido per malte, calcestruzzo o altri collanti.

 Campi di applicazione

Fibrostir® G è il pannello adatto per:

  • l’isolamento termico di travi e pilastri all’estradosso e/o in cassero;
  • l’isolamento termico di zoccolatura e pilastri.

Fibrotermica - superficie goffrata

Superficie ruvida

A rientrare in questa categoria sono i pannelli Fibrostir® R/RS: la superficie, marcata CE secondo la EN13164, risulta ruvida su entrambe le facce, in assenza di pelle di estrusione.

Come per il caso precedente, anche in questa tipologia la lavorazione superficiale agevola l’adesione di collanti e rasanti. Eventuali fresature longitudinali accentuano questa proprietà, soprattutto se gli strati finali sono più pesanti e richiedono una maggiore adesione e stabilità.

Campi di applicazione

  •  contesti di accoppiamento industriale con guaine bituminose e con cartongesso/legno o altri supporti rigidi;
  • isolamento termico di travi e pilastri all’estradosso e/o in cassero.

Fibrotermica - superficie ruvida

IMPORTANTE!

Affinché i pannelli Fibrostir ® aderiscano perfettamente e non si creino dislivelli, è importante verificare le condizioni di planarità dei sottofondi. Eventuali deformazioni potrebbero causare ponti termici e di conseguenza far penetrare umidità rendendo obsoleto l’isolamento.

 

Scopri QUI tutta la gamma Fibrostir®.

 

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Fibrostir® è garanzia di precisione, planarità, regolarità

Gli applicatori sanno bene che la scelta del pannello più adatto per isolare termicamente un edificio ha un’enorme importanza: bisogna considerare il livello di umidità e di presenza di acqua, il carico a cui viene sottoposto una volta applicato sulle coperture (magari carrabili o a giardino pensile) o sulle fondazioni dove spesso è presente umidità o addirittura acqua di falda.

I pannelli in XSP Fibrostir® possiedono delle caratteristiche intrinseche – come la planarità della superficie e l’elevata precisione del taglio dei bordi – che li rendono perfetti in ogni applicazione.

 

Una struttura compatta

La struttura a celle chiuse fa di Fibrostir® un prodotto che non ha eguali quanto a stabilità dimensionale perché resta perfettamente omogeneo anche a lungo termine. Inoltre, l’elevata resistenza meccanica lo rende il pannello ideale anche per applicazioni sotto grossi carichi. Per questo non subisce deformazioni né deterioramento, garantendo performance costanti nel tempo.

Non solo: la struttura a celle chiuse permette a Fibrostir® di essere particolarmente resistente anche all’assorbimento d’acqua e all’umidità, sia per immersione sia per diffusione, consentendone l’utilizzo anche in applicazioni in cui sia presente un livello elevato di umidità.

 

Bordi rigorosamente lineari

Da non sottovalutare è la regolarità dei bordi: sono, infatti, perfettamente lineari, tagliati con la massima precisione. Se così non fosse, eventuali irregolarità e imprecisioni potrebbero causare ponti termici che danneggerebbero rapidamente l’isolamento, mettendo a rischio la salubrità degli ambienti, la vivibilità e la durabilità dell’edificio.

Fibrostir® può anche essere tagliato su misura e sagomato secondo precise esigenze: mantiene comunque le sue caratteristiche di stabilità e regolarità dei profili.
Da non dimenticare che la scelta spazia tra vari tipi di profili: a spigolo vivo, battentato sui quattro lati o a incastro M/F sui lati lunghi e spigolo vivo sui lati corti.

 

Ottima versatilità applicativa

Tutto ciò rende i pannelli Fibrostir® versatili; sono, infatti, utilizzabili in moltissime applicazioni: dall’isolamento controterra e sotto fondazione alle pareti e contro pareti, dalle coperture piane e inclinate all’isolamento a pavimento.

Scopri qui tutta la linea Fibrostir®.

 

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Cavillature e altri… danni

Un isolamento a cappotto migliora la vivibilità degli ambienti perché evita il surriscaldamento d’estate e riduce le dispersioni di calore d’inverno. È vantaggioso, solo però se fatto bene!

Cavillature e fessurazioni, ossia quegli antiestetici difetti che minano la durata e la qualità delle prestazioni, possono essere causate da molti fattori e purtroppo sono un rischio sempre dietro l’angolo. Non però con FibroCAP8, il pannello sandwich di Fibrotermica pensato per scongiurare ogni rischio.

 

La stabilità dimensionale

Stabilità dimensionale FibroCAP8

Variazioni di temperatura, umidità e presenza di acqua potrebbero causare dilatazioni o contrazioni che rovinerebbero irrimediabilmente il pannello, ma la struttura a celle chiuse reticolate di FibroCAP8 garantisce una barriera alle sollecitazioni termiche e meccaniche senza subire alterazioni dimensionali, anche in presenza di sbalzi significativi di temperatura.

 

Una superficie planare

Superficie planare FibroCAP8

Il rivestimento sui due lati dei pannelli è in velo vetro saturato, un materiale perfetto per ottimizzare le prestazioni in fase di posa sulla superficie di appoggio e di aderenza della colla senza causare rigonfiamenti.

 

Dimensioni idonee

Dimensioni idonee di FrbroCAP8

I pannelli hanno la dimensione ideale di 1200 x 600 mm che garantisce una corretta distribuzione delle tensioni termiche e l’assenza di deformazioni in tutte le condizioni di esercizio.

 

Bordi lineari

Bordi lineari FibroCAP8

I bordi dei pannelli sono perfettamente lineari, tagliati per rendere impeccabile e fluida la posa, dato che imperfezioni di taglio nei bordi si riverserebbero sulle finiture superficiali.

 

Vai alla pagina FibroCAP8 e scopri i dettagli.

 

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Fibrostir nella coibentazione del tetto rovescio praticabile

Lo stesso nome ne delinea chiaramente la peculiarità: il tetto rovescio si chiama così per la sua stratigrafia che stravolge i canoni tradizionali del tetto piano. Nella pratica, l’applicazione del tetto rovescio prevede dapprima l’applicazione della guaina impermeabilizzante e poi quella del pannello isolante. Divenendo lo strato più esposto alle intemperie e, quindi, all’acqua e alle sollecitazioni meccaniche, è necessario che l’isolante sia particolarmente resistente.

Fibrostir in questo non teme confronti! È dotato, infatti, di un bassissimo coefficiente di assorbimento d’acqua, una buona resistenza al vapore e un’alta stabilità dimensionale.

I vantaggi del tetto rovescio praticabile

La particolare stratigrafia del tetto rovescio determina una serie di vantaggi, risolvendo anche alcuni problemi tipici del più popolare tetto caldo. Innanzitutto, la posizione della guaina impermeabilizzante la rende inattaccabile, proteggendola da attacchi climatici e sollecitazioni meccaniche. L’azione anticondensa del tetto rovescio, poi, pone fine definitivamente a quell’accumulo di vapore acqueo che nel tetto caldo viene intrappolato tra l’isolante e la guaina.

L’eccezionalità di Fibrostir

La gamma in polistirene espanso estruso è stata ideata proprio per rispondere in maniera efficace all’esigenza di utilizzare materiali con un forte potere termoisolante e un’elevata resistenza all’acqua e alla compressione. In questo caso, in modo particolare perché il tetto rovescio è praticabile, dunque i materiali devono essere in grado di sopportare pesi importanti.

Inoltre, il polistirene espanso estruso è un materiale che offre un’eccellente stabilità dimensionale grazie alla particolare struttura con almeno il 95% di celle chiuse. Questa sua caratteristica lo rende un materiale isotropo e omogeneo capace di garantire stabilità, solidità ed efficacia isolante nel lungo periodo.

Progettare soluzioni che non hanno bisogno di essere sostituite significa anche essere sostenibili e avere un impatto ambientale minimo. Vai alla pagina Fibrostir e scopri le diverse applicazioni possibili.

*Nell’immagine, due applicazioni su tetto rovescio dei pannelli isolanti Fibrostir.

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L’isolamento del tetto con FIBROSTIR

Il Superbonus appare come la soluzione ideale per valorizzare casa, approfittando degli sgravi fiscali concessi dallo Stato. Tra gli interventi ammessi abbiamo spesso citato l’installazione del sistema a cappotto. Di questo abbiamo sviluppato pannelli ad hoc come FIBROCAP8®. Anche se non è l’unico degli interventi che aiuta a innalzare di due fasce la classe energetica dell’immobile.

La riqualifica comincia dal solaio

La Legge di conversione del Decreto Rilancio in vigore dal 1° luglio 2020 e prorogata al 30 giugno 2022 dice chiaramente di che cosa si tratta. Sono concessi “[…] interventi di isolamento termico delle superfici opache verticali, orizzontali e inclinate che interessano l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio o dell’unità immobiliare situata all’interno di edifici plurifamiliari che sia funzionalmente indipendente e disponga di uno o più accessi autonomi dall’esterno” (fonte: EdilTecnico). Con quest’affermazione vengono inserite anche le coperture tra gli interventi trainanti del bonus, e da novità degli ultimi mesi sia in presenza di sottotetto abitale sia non abitabile. Fonte: Investire Oggi.

FIBROSTIR per l’isolamento del tetto ventilato

Il tetto ventilato, chiamato anche tetto freddo dai tecnici, prende nome dalla camera di ventilazione che lo caratterizza. Questa ha un duplice scopo: mantenere asciutto il materiale isolante d’inverno, combattendo la formazione di condensa, e ricreare un circolo d’aria fresca durante la stagione estiva, in modo da sottrarre calore alla struttura.

Fibrotermica per questo tipo di applicazioni propone la lastra termoisolante in schiuma rigida di polistirene espanso estruso FIBROSTIR – a superficie liscia su entrambe le facce grazie alla pelle di estrusione.

La lastra viene posizionata tra la membrana impermeabile e la barriera a vapore. Ciò assicura nel tempo un’elevata resistenza meccanica, all’assorbimento d’acqua, un’eccellente reazione al fuoco e un’indiscussa stabilità dimensionale. Queste caratteristiche contribuiscono inevitabilmente all’efficacia del sistema ventilato che allontana, così, il pericolo di muffa e umidità in casa, garantendo comfort abitativo e spazi salubri.

Non si tratta, dunque, di alleggerire le spese di riqualificazione, bensì di valorizzare la casa, migliorandone non solo la posizione sul mercato immobiliare, ma la più importante vivibilità.

Leggi tutte le nostre certificazioni alla pagina dedicata FIBROSTIR.

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Superbonus 110 e l’isolamento a cappotto di Fibrotermica

Questo Superbonus 110 consiste in una detrazione fiscale del 110% su alcuni interventi di riqualificazione ambientale per lavori svolti tra il 1 Luglio 2020 e il 31 Dicembre 2021. Questa infografica ti aiuta a capire in maniera semplice come accedere al Superbonus per le riqualificazioni edilizie: cos’è, chi può accedervi e come funziona, quali sono i requisiti.

Per poter beneficiare delle detrazioni del Superbonus è necessario adeguarsi ad alcuni adempimenti burocratici previsti dal Decreto. I documenti necessari sono:

  • Visto di conformità: che verifichi l’esistenza dei presupposti per accedere al Superbonus
  • Una dichiarazione di un tecnico specializzato, in caso di interventi di efficientamento energetico
  • Una dichiarazione di un professionista in caso di interventi antisismici

Quello che ti consigliamo, se hai dei dubbi, è di rivolgerti a un geometra o tecnico di fiducia che possa consigliarti su come procedere con lavori, burocrazia e certificazioni.

Fonte: https://www.csttaranto.it/superbonus-guida-detrazioni/

Are You Ready? Qui trovi il nostro sistema di isolamento a cappotto, che usa materiali certificati CAM (Criteri Minimi Ambientali) e VOC (Volatile Organic Compounds). Non solo efficientamento energetico dunque, ma anche comfort e protezione per le persone.

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Il cappotto certificato di Fibrotermica!

Tra gli interventi resi possibili dal Superbonus 110%, introdotto dal Decreto Rilancio, c’è quello dell’isolamento a cappotto. Nello specifico, la realizzazione del cappotto termico risulta nella lista dei cosiddetti “lavori trainanti”. Ma cosa sono e soprattutto come vengono esaminati? Scopriamolo insieme.

 

Perché richiederlo

Il decreto Rilancio (Dl 34/2020, convertito dalla legge 77) si applica a interventi di riqualificazione energetica volti ad aumentare di almeno due classi il livello energetico di un’immobile. Oltre a dover obbligatoriamente interessare il 25% della sua intera superficie, queste operazioni devono comparire nella lista dei cosiddetti “interventi trainanti”, ossia tra quei lavori ammessi e coperti dal credito d’imposta del 110%. Secondo tale lista si potrà ottenere uno sconto immediato in fattura o, in alternativa, la cessione del credito alle banche per quanto riguarda la realizzazione del cappotto termico, gli interventi sulle parti comuni degli edifici o gli interventi sugli edifici unifamiliari.

 

Un lavoro tira l’altro

Particolarmente interessante è il fatto che l’adempimento di uno solo di questi lavori trainanti permetta la detrazione del 110% anche di opere agevolate, dette trainate, come il montaggio di pannelli solari o di accumulatori di energia collegati, l’installazione di impianti fotovoltaici o di colonnine per la ricarica delle auto elettriche. C’è da dire, in più, che il Superbonus 110%, nato inizialmente per lavori di ristrutturazione che coinvolgessero solo prime case, si è esteso pure alle seconde. A restare escluse sono unicamente le abitazioni di tipo signorile, le ville o i palazzi di pregio storico/artistico.

 

È forse l’ora di un cappotto?

Come abbiamo visto, tra i lavori trainanti appare, in pole position, la realizzazione di un isolamento a cappotto. Installare un sistema di isolamento a cappotto efficiente significa evitare la formazione di ponti termici. I ponti termici sono provocati generalmente da discontinuità strutturali e causa di dispersioni termiche che diminuiscono la possibilità di raggiungere quella classe energetica tanto ambita e, dunque, di valorizzare il proprio immobile. Per concretizzare un sistema a cappotto esterno, Fibrotermica, azienda leader nel settore dei materiali isolanti, ha creato FIBROCAP8: un pannello termoisolante in schiuma rigida polyiso (PIR) a celle chiuse, rivestito sulla faccia superiore e inferiore con un’armatura di velo vetro saturato. FIBROCAP8 è prodotto senza l’impiego di CFC o HCFC, che intaccano lo strato di ozono, ed è conforme ai Criteri Ambientali Minimi (CAM) e ai limiti di emissione di Composti Organici Volatili (VOC).

Attenta a progettare soluzioni efficienti, a basso impatto ambientale e che salvaguardano la salute delle persone, Fibrotermica pensa a ricreare ambienti salubri in un’ottica di efficientamento energetico.

Approfitta del momento per chiederci consiglio, saremo felici di valutare insieme l’intervento migliore per soddisfare i tuoi desideri per un ambiente sicuro e confortevole.

In questa pagina troverai tutto quello che c’è da sapere sui nostri prodotti certificati.

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Una garanzia: dal collaboratore al cliente finale

Ci sono più modi per permettere ai vostri collaboratori di lavorare in sicurezza: tra questi c’è quello di permettere un lavoro agile e sicuro.

I nostri laboratori di ricerca hanno dato forma a una gamma di pannelli termoisolanti in schiuma polyiso rivestita dal nome FIBROPIR®. A distinguerli all’interno del mercato dell’isolamento termico sono le loro caratteristiche tecniche che unitamente all’estrema maneggevolezza e affidabilità li rendono la scelta migliore per diverse applicazioni, dall’isolamento termico di pavimenti, a quello di pareti o coperture.

Ma di che cosa sono fatti i nostri pannelli?

I pannelli FIBROPIR® sono pannelli termoisolanti in schiuma polyiso rivestita, un materiale leggero e allo stesso tempo inalterabile alle sollecitazioni di tipo meccanico. Resistenti sia alle alte che alle basse temperature, i pannelli FIBROPIR® risultano ideali sia per quelle applicazioni che prevedono forti sbalzi termici sia per quelle che richiedono saldatura a fiamma delle membrane bituminose o l’adesione con bitumi fusi.

 

Quali i vantaggi della linea FIBROPIR®?

 √ Efficacia isolante con spessori ridotti

La struttura compatta dei pannelli permette un elevato potere isolante, determinato da un bassissimo coefficiente di conduttività termica. Vengono così rispettati i parametri di legge relativi all’isolamento, offrendo, però, spessori ridotti e, dunque, un risparmio di materia prima. In questo modo si riducono significativamente i costi d’opera, garantendo standard elevati di comfort abitativo per la felicità del cliente finale.

 √ Leggerezza e maneggevolezza in cantiere

Abbiamo aperto l’articolo ricordando l’importanza di offrire ai propri collaboratori la massima sicurezza durante il lavoro sul campo. Da questo punto di vista già il fatto che i nostri pannelli si presentino leggeri offre ai nostri applicatori comodità in fase di trasporto. In più, l’intera linea consente la realizzazione di molti dettagli, compresi quelli più complessi, preservando la salute di tutti coloro che maneggiano il pannello. Quest’ultimo, infatti, è inodore e facilmente sagomabile, non irrita la pelle e non si sgretola in fase di taglio, permettendo una lavorazione semplice e precisa.

 √ Sicurezza

Ultima ma non per importanza, la questione della sicurezza in cantiere. Il fatto che le schiume poliuretaniche non emettano fumi o vapori tossici e non disperdano fibre o polveri tra i -40 ai +100 °C garantisce un lavoro sicuro e il rispetto dei collaboratori.

La stessa attenzione la rivolgiamo ai clienti finali, che avranno la garanzia di avere in casa un prodotto certificato CAM e VOC. Il gruppo FI·VE di cui fa parte Fibrotermica, infatti, ha ottenuto la certificazione CAM (Criteri Ambientali Minimi), i cui principi rientrano nel piano d’azione per la sostenibilità ambientale.

I pannelli XPS e PIR multistrato (gas-tight), inoltre, sono a bassissima emissione di sostanze volatili nell’aria (VOC – Volatile Organic Compounds) in ambienti chiusi e a dimostrarlo è l’ottenimento del VOC EMISSION TEST REPORT Indoor Air Comfort GOLD® di EUROFINS.

Anche le serie di pannelli PIR bitumato e PIR con rivestimento in velo vetro Fibrotermica sono a bassa emissione di sostanze volatili nell’aria in ambienti chiusi perché hanno superato i rigorosi test secondo gli standard “Italian CAM: section 2.3.5.5”, “French CMR components” e “French VOC Regulation” (PIR bitumato: classe A+; PIR con rivestimento in velo vetro: classe A).

Ecco perché ci piace definire il nostro pannello eco- e homosolidale. Rispetta l’ambiente riducendo l’impiego di materia prima ed evitando l’emissione di sostanze tossiche e rispetta l’uomo in quanto inodore, non irritante e non tossico. Per sapere di più sui nostri pannelli, sfoglia il catalogo.

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Consigli utili per la corretta messa in opera del sistema a cappotto

Anche i cantieri, quelli che non si occupano della costruzione di edifici in qualche modo legati a quest’emergenza, sono ormai chiusi. Come possiamo ottimizzare questo tempo in cui ci sembra di “non avere nulla da fare”? È il momento giusto per approfondire alcuni aspetti del nostro lavoro, ad esempio.

Per il tema “sistema a cappotto” abbiamo creato una breve lista di controllo, assolutamente non esaustiva, per tutti quegli applicatori che intendono offrire un servizio impeccabile. Vediamola insieme.

 

Operazioni preliminari

Tra le numerose operazioni preliminari sottolineiamo quella di verificare l’idoneità della superficie: controllare la presenza di impurità o irregolarità strutturali, ad esempio, è fondamentale per cominciare un lavoro che sarà perfetto a lungo termine. Le superfici friabili o la mancata aderenza tra intonaco e pittura, infatti, potrebbero creare problemi successivamente, nella messa in opera del sistema. Verificare sempre anche temperatura e livello di umidità e accertarsi che non ci siano alghe, muffe o efflorescenze.

 

Posa del materiale isolante

Relativamente alla posa del materiale isolante, bisogna assicurarsi che i pannelli siano ben accostati tra loro: lo spazio interstiziale verrà successivamente riempito con il rasante di finitura superficiale. Il livello di rasatura in questi punti risulterà superiore a quello del pannello, influendo sull’assorbimento dell’umidità e mostrando le giunture tra un pannello e l’altro. In corrispondenza di queste giunture, il valore di dispersione termica sarà più elevato, rendendo necessario l’utilizzo di una schiuma isolante a bassa intensità in grado di risolvere il problema e rendere uniforme la superficie.

 

Collante

Se il collante non viene steso correttamente, si rischia di andare incontro alla deformazione dei pannelli, causata da tensioni di tipo termoigrometrico. Una posa efficace è quella “a cordolo perimetrale e punti centrali” che permette di tenere fermo il bordo esterno del pannello, convogliando le deformazioni alla parte centrale del corpo. Per pannelli di tipo fibroso, in quanto soggetti a minori deformazioni, è possibile stendere il collante su tutta la superficie.

 

Rasatura armata esterna

La rasatura armata esterna si sviluppa in due momenti: dopo la prima mano di rasante viene posata la rete e in seguito viene stesa la seconda mano. Tra una mano e l’altra è estremamente necessario che intercorrano almeno 24 ore per evitare che la rete venga assorbita dal primo strato di rasatura.

 

Colore

Per l’applicazione della finitura superficiale colorata bisogna valutare le condizioni ambientali migliori. In presenza di umidità, ad esempio, è sconsigliato procedere in quanto il colore rischia di scivolare perché appesantito. La situazione ottimale si ha a 5 °C, umidità relativa e vento moderato.

 

Questi sono solo alcuni dei suggerimenti per dare forma a un sistema a cappotto inalterabile nel tempo. Per qualsiasi curiosità sui materiali isolanti, vi invitiamo a visitare il sito Fibrotermica.