by admpiu admpiu

 

 

La fase edilizia designata al raggiungimento del comfort e del benessere abitativo si deve occupare di variabili necessarie, non limitate alle scelte per l’ottenimento della temperatura ambientale, ma raggiungendo i fattori di natura oggettiva propri del comfort ambientale (benessere termo-igrometrico): la composizione del microclima, misurato da tutti i parametri climatici degli ambienti.

Altri parametri che non toccheremo riguardano sempre il comfort ambientale (benessere termo-igrometrico) ma dipendono da fattori di natura soggettiva (estetica, stile di vita).

Il calore che naturalmente sviluppa il nostro corpo se è simile al calore che scambia con l’esterno, che in pratica non gli richiede uno sforzo per mantenere la propria temperatura corporea, genera una sensazione di benessere.

Oltre alla temperatura ambientale una variabile ragguardevole è data dall’irraggiamento delle superfici che circondano l’ambiente dove viviamo.


Come dimostra la foto, se le pareti che ci circondano hanno una temperatura più bassa rispetto all’ambiente, ovvero irradiano freddo verso l’interno, il corpo percepisce il freddo con una sensazione di malessere; una temperatura costante e giusta delle pareti esterne e interne riescono a donare una maggiore sensazione di benessere.

Come ottenere benessere abitativo

Per ottenere una temperatura stabile all’interno degli ambienti è necessario che ogni parete sia isolata nel modo più opportuno.

L’isolamento di fondazioni o di elementi strutturali controterra presuppone attente valutazioni nella scelta dei materiali da ritenere idonei, in primis per la presenza di umidità che in molti materiali da costruzione compromette le prestazioni isolanti e ne riduce la durata. Inoltre, nell’isolamento sotto fondazione sono da valutare i carichi a cui è sottoposto l’isolante che riceve il peso dell’edificio.


Non è possibile prescindere dal corretto isolamento delle pareti perimetrali. In base alle tipologie d’intervento, alla destinazione d’uso e alla tipologia di edificio, le applicazioni si differenziano per la posizione in cui viene collocato il coibente rispetto alle stratigrafie dell’involucro.

 

Le coperture piane, nelle sue diverse modalità esecutive, sta avendo un interesse crescente nelle attuali progettazioni. Per tale ragione si stanno richiedendo materiali adeguati a risolvere i vari aspetti legati a questa tipologia di copertura. La corretta progettazione esecutiva e la scelta dell’idoneo coibente sono quindi gli aspetti determinanti.

Le coperture inclinate sono le più diffuse; possono avere diverse tipologie di manto di finitura ma l’aspetto dell’isolamento termico rimane comunque sempre da valutare. Il tetto è la componente dell’edificio che disperde maggiormente calore e che incide di più in tal senso.

La sensazione di malessere che si prova all’interno degli ambienti non isolati parte dalla percezione di freddo ai piedi, che conseguentemente interessa il benessere fisico nel suo insieme; questa problematica deriva dalla mancanza o dall’errato isolamento a livello del solaio, soprattutto se quest’ultimo si trova al piano terra a contatto col terreno o al di sopra di ambienti non riscaldati.

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