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Superbonus 110 e l’isolamento a cappotto di Fibrotermica

Questo Superbonus 110 consiste in una detrazione fiscale del 110% su alcuni interventi di riqualificazione ambientale per lavori svolti tra il 1 Luglio 2020 e il 31 Dicembre 2021. Questa infografica ti aiuta a capire in maniera semplice come accedere al Superbonus per le riqualificazioni edilizie: cos’è, chi può accedervi e come funziona, quali sono i requisiti.

Per poter beneficiare delle detrazioni del Superbonus è necessario adeguarsi ad alcuni adempimenti burocratici previsti dal Decreto. I documenti necessari sono:

  • Visto di conformità: che verifichi l’esistenza dei presupposti per accedere al Superbonus
  • Una dichiarazione di un tecnico specializzato, in caso di interventi di efficientamento energetico
  • Una dichiarazione di un professionista in caso di interventi antisismici

Quello che ti consigliamo, se hai dei dubbi, è di rivolgerti a un geometra o tecnico di fiducia che possa consigliarti su come procedere con lavori, burocrazia e certificazioni.

Fonte: https://www.csttaranto.it/superbonus-guida-detrazioni/

Are You Ready? Qui trovi il nostro sistema di isolamento a cappotto, che usa materiali certificati CAM (Criteri Minimi Ambientali) e VOC (Volatile Organic Compounds). Non solo efficientamento energetico dunque, ma anche comfort e protezione per le persone.

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Il cappotto certificato di Fibrotermica!

Tra gli interventi resi possibili dal Superbonus 110%, introdotto dal Decreto Rilancio, c’è quello dell’isolamento a cappotto. Nello specifico, la realizzazione del cappotto termico risulta nella lista dei cosiddetti “lavori trainanti”. Ma cosa sono e soprattutto come vengono esaminati? Scopriamolo insieme.

 

Perché richiederlo

Il decreto Rilancio (Dl 34/2020, convertito dalla legge 77) si applica a interventi di riqualificazione energetica volti ad aumentare di almeno due classi il livello energetico di un’immobile. Oltre a dover obbligatoriamente interessare il 25% della sua intera superficie, queste operazioni devono comparire nella lista dei cosiddetti “interventi trainanti”, ossia tra quei lavori ammessi e coperti dal credito d’imposta del 110%. Secondo tale lista si potrà ottenere uno sconto immediato in fattura o, in alternativa, la cessione del credito alle banche per quanto riguarda la realizzazione del cappotto termico, gli interventi sulle parti comuni degli edifici o gli interventi sugli edifici unifamiliari.

 

Un lavoro tira l’altro

Particolarmente interessante è il fatto che l’adempimento di uno solo di questi lavori trainanti permetta la detrazione del 110% anche di opere agevolate, dette trainate, come il montaggio di pannelli solari o di accumulatori di energia collegati, l’installazione di impianti fotovoltaici o di colonnine per la ricarica delle auto elettriche. C’è da dire, in più, che il Superbonus 110%, nato inizialmente per lavori di ristrutturazione che coinvolgessero solo prime case, si è esteso pure alle seconde. A restare escluse sono unicamente le abitazioni di tipo signorile, le ville o i palazzi di pregio storico/artistico.

 

È forse l’ora di un cappotto?

Come abbiamo visto, tra i lavori trainanti appare, in pole position, la realizzazione di un isolamento a cappotto. Installare un sistema di isolamento a cappotto efficiente significa evitare la formazione di ponti termici. I ponti termici sono provocati generalmente da discontinuità strutturali e causa di dispersioni termiche che diminuiscono la possibilità di raggiungere quella classe energetica tanto ambita e, dunque, di valorizzare il proprio immobile. Per concretizzare un sistema a cappotto esterno, Fibrotermica, azienda leader nel settore dei materiali isolanti, ha creato FIBROCAP8: un pannello termoisolante in schiuma rigida polyiso (PIR) a celle chiuse, rivestito sulla faccia superiore e inferiore con un’armatura di velo vetro saturato. FIBROCAP8 è prodotto senza l’impiego di CFC o HCFC, che intaccano lo strato di ozono, ed è conforme ai Criteri Ambientali Minimi (CAM) e ai limiti di emissione di Composti Organici Volatili (VOC).

Attenta a progettare soluzioni efficienti, a basso impatto ambientale e che salvaguardano la salute delle persone, Fibrotermica pensa a ricreare ambienti salubri in un’ottica di efficientamento energetico.

Approfitta del momento per chiederci consiglio, saremo felici di valutare insieme l’intervento migliore per soddisfare i tuoi desideri per un ambiente sicuro e confortevole.

In questa pagina troverai tutto quello che c’è da sapere sui nostri prodotti certificati.

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Una garanzia: dal collaboratore al cliente finale

Ci sono più modi per permettere ai vostri collaboratori di lavorare in sicurezza: tra questi c’è quello di permettere un lavoro agile e sicuro.

I nostri laboratori di ricerca hanno dato forma a una gamma di pannelli termoisolanti in schiuma polyiso rivestita dal nome FIBROPIR®. A distinguerli all’interno del mercato dell’isolamento termico sono le loro caratteristiche tecniche che unitamente all’estrema maneggevolezza e affidabilità li rendono la scelta migliore per diverse applicazioni, dall’isolamento termico di pavimenti, a quello di pareti o coperture.

Ma di che cosa sono fatti i nostri pannelli?

I pannelli FIBROPIR® sono pannelli termoisolanti in schiuma polyiso rivestita, un materiale leggero e allo stesso tempo inalterabile alle sollecitazioni di tipo meccanico. Resistenti sia alle alte che alle basse temperature, i pannelli FIBROPIR® risultano ideali sia per quelle applicazioni che prevedono forti sbalzi termici sia per quelle che richiedono saldatura a fiamma delle membrane bituminose o l’adesione con bitumi fusi.

 

Quali i vantaggi della linea FIBROPIR®?

 √ Efficacia isolante con spessori ridotti

La struttura compatta dei pannelli permette un elevato potere isolante, determinato da un bassissimo coefficiente di conduttività termica. Vengono così rispettati i parametri di legge relativi all’isolamento, offrendo, però, spessori ridotti e, dunque, un risparmio di materia prima. In questo modo si riducono significativamente i costi d’opera, garantendo standard elevati di comfort abitativo per la felicità del cliente finale.

 √ Leggerezza e maneggevolezza in cantiere

Abbiamo aperto l’articolo ricordando l’importanza di offrire ai propri collaboratori la massima sicurezza durante il lavoro sul campo. Da questo punto di vista già il fatto che i nostri pannelli si presentino leggeri offre ai nostri applicatori comodità in fase di trasporto. In più, l’intera linea consente la realizzazione di molti dettagli, compresi quelli più complessi, preservando la salute di tutti coloro che maneggiano il pannello. Quest’ultimo, infatti, è inodore e facilmente sagomabile, non irrita la pelle e non si sgretola in fase di taglio, permettendo una lavorazione semplice e precisa.

 √ Sicurezza

Ultima ma non per importanza, la questione della sicurezza in cantiere. Il fatto che le schiume poliuretaniche non emettano fumi o vapori tossici e non disperdano fibre o polveri tra i -40 ai +100 °C garantisce un lavoro sicuro e il rispetto dei collaboratori.

La stessa attenzione la rivolgiamo ai clienti finali, che avranno la garanzia di avere in casa un prodotto certificato CAM e VOC. Il gruppo FI·VE di cui fa parte Fibrotermica, infatti, ha ottenuto la certificazione CAM (Criteri Ambientali Minimi), i cui principi rientrano nel piano d’azione per la sostenibilità ambientale.

I pannelli XPS e PIR multistrato (gas-tight), inoltre, sono a bassissima emissione di sostanze volatili nell’aria (VOC – Volatile Organic Compounds) in ambienti chiusi e a dimostrarlo è l’ottenimento del VOC EMISSION TEST REPORT Indoor Air Comfort GOLD® di EUROFINS.

Anche le serie di pannelli PIR bitumato e PIR con rivestimento in velo vetro Fibrotermica sono a bassa emissione di sostanze volatili nell’aria in ambienti chiusi perché hanno superato i rigorosi test secondo gli standard “Italian CAM: section 2.3.5.5”, “French CMR components” e “French VOC Regulation” (PIR bitumato: classe A+; PIR con rivestimento in velo vetro: classe A).

Ecco perché ci piace definire il nostro pannello eco- e homosolidale. Rispetta l’ambiente riducendo l’impiego di materia prima ed evitando l’emissione di sostanze tossiche e rispetta l’uomo in quanto inodore, non irritante e non tossico. Per sapere di più sui nostri pannelli, sfoglia il catalogo.

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Consigli utili per la corretta messa in opera del sistema a cappotto

Anche i cantieri, quelli che non si occupano della costruzione di edifici in qualche modo legati a quest’emergenza, sono ormai chiusi. Come possiamo ottimizzare questo tempo in cui ci sembra di “non avere nulla da fare”? È il momento giusto per approfondire alcuni aspetti del nostro lavoro, ad esempio.

Per il tema “sistema a cappotto” abbiamo creato una breve lista di controllo, assolutamente non esaustiva, per tutti quegli applicatori che intendono offrire un servizio impeccabile. Vediamola insieme.

 

Operazioni preliminari

Tra le numerose operazioni preliminari sottolineiamo quella di verificare l’idoneità della superficie: controllare la presenza di impurità o irregolarità strutturali, ad esempio, è fondamentale per cominciare un lavoro che sarà perfetto a lungo termine. Le superfici friabili o la mancata aderenza tra intonaco e pittura, infatti, potrebbero creare problemi successivamente, nella messa in opera del sistema. Verificare sempre anche temperatura e livello di umidità e accertarsi che non ci siano alghe, muffe o efflorescenze.

 

Posa del materiale isolante

Relativamente alla posa del materiale isolante, bisogna assicurarsi che i pannelli siano ben accostati tra loro: lo spazio interstiziale verrà successivamente riempito con il rasante di finitura superficiale. Il livello di rasatura in questi punti risulterà superiore a quello del pannello, influendo sull’assorbimento dell’umidità e mostrando le giunture tra un pannello e l’altro. In corrispondenza di queste giunture, il valore di dispersione termica sarà più elevato, rendendo necessario l’utilizzo di una schiuma isolante a bassa intensità in grado di risolvere il problema e rendere uniforme la superficie.

 

Collante

Se il collante non viene steso correttamente, si rischia di andare incontro alla deformazione dei pannelli, causata da tensioni di tipo termoigrometrico. Una posa efficace è quella “a cordolo perimetrale e punti centrali” che permette di tenere fermo il bordo esterno del pannello, convogliando le deformazioni alla parte centrale del corpo. Per pannelli di tipo fibroso, in quanto soggetti a minori deformazioni, è possibile stendere il collante su tutta la superficie.

 

Rasatura armata esterna

La rasatura armata esterna si sviluppa in due momenti: dopo la prima mano di rasante viene posata la rete e in seguito viene stesa la seconda mano. Tra una mano e l’altra è estremamente necessario che intercorrano almeno 24 ore per evitare che la rete venga assorbita dal primo strato di rasatura.

 

Colore

Per l’applicazione della finitura superficiale colorata bisogna valutare le condizioni ambientali migliori. In presenza di umidità, ad esempio, è sconsigliato procedere in quanto il colore rischia di scivolare perché appesantito. La situazione ottimale si ha a 5 °C, umidità relativa e vento moderato.

 

Questi sono solo alcuni dei suggerimenti per dare forma a un sistema a cappotto inalterabile nel tempo. Per qualsiasi curiosità sui materiali isolanti, vi invitiamo a visitare il sito Fibrotermica.

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L’intervista a Luciano Mazzer per venetoglobe // Venetoglobe interviews Luciano Mazzer

L’emittente radiotelevisiva venetoglobe, nella rassegna “VOCI DA…”, ha intervistato Luciano Mazzer, chiedendo la sua opinione di imprenditore, e presidente del grande gruppo internazionale IWIS, sulla situazione attuale. Una fotografia sincera di questo momento difficile che dà voce alle preoccupazioni per il futuro e per i collaboratori negli stabilimenti distribuiti in Europa, Asia e America.

 

Un pensiero a quando tutto questo sarà finito, con una responsabilità che guarda al futuro sperando che il momento di ripartire sia prossimo.

 

Penserà prima di tutto ai dipendenti, dice, per il resto dovrà esserci forte impegno da parte delle istituzioni.

For the “VOCI DA…” column, the radio and television broadcaster Venetoglobe interviewed Luciano Mazzer, asking for his opinion, as an entrepreneur and as president of the major international group IWIS, on the current situation. He offers a frank picture of this difficult time that raises concerns about the future and about its partners at production plants located in Europe, Asia and America.

 

He reflects on when all this will be over, with a responsibility that looks to the future hoping that the time to start again is imminent.

 

First and foremost, he says that he will need to consider all his employees. As for the rest, strong commitment will be required from institutions.

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CAM e Pubblica Amministrazione

Il GPP (Green Public Procurement, ovvero Acquisti Verdi nella Pubblica Amministrazione) è uno strumento di politica ambientale della Commissione Europea che intende favorire lo sviluppo di un mercato di prodotti e servizi a ridotto impatto ambientale attraverso gli acquisti delle Amministrazioni Pubbliche, contribuendo al raggiungimento degli obiettivi delle principali strategie europee sull’uso efficiente delle risorse e sull’Economia Circolare.

L’Italia ha affrontato la tematica del GPP attuando il Piano d’azione nazionale GPP, adottato con il Decreto Interministeriale dell’11 aprile 2008 (G.U. n. 107 dell’8 maggio 2008), che ha l’obiettivo di massimizzare la diffusione del GPP presso gli enti pubblici in modo da farne dispiegare in pieno le sue potenzialità in termini di miglioramento ambientale, economico e industriale. Il Piano d’azione nazionale GPP  ha previsto l’adozione, con successivi decreti ministeriali, dei Criteri Ambientali Minimi (CAM) per ogni categoria di prodotti, servizi e lavori acquistati o affidati dalla Pubblica Amministrazione.

Il ministero dell’ambiente definisce i Criteri Ambientali Minimi (CAM) come “ i requisiti ambientali definiti per le varie fasi del processo di acquisto, volti a individuare la soluzione progettuale, il prodotto o il servizio migliore sotto il profilo ambientale lungo il ciclo di vita, tenuto conto della disponibilità di mercato”.

Per il settore edilizia in Italia è in vigore il DM 11 ottobre 2017 (in G.U. Serie Generale n. 259 del 6 novembre 2017), Affidamento di servizi di progettazione e lavori per la nuova costruzione, ristrutturazione e manutenzione di edifici pubblici DM 11 ottobre 2017.

La nuova disciplina sui contratti pubblici D.Lgs. 50/2016 “Codice degli Appalti” (modificato dal D.Lgs. 56/2017) ha introdotto con l’art. 34 l’obbligo di applicazione dei Criteri Ambientali Minimi Edilizia inducendo le Pubbliche Amministrazioni a inserire nella documentazione progettuale e di gara almeno le specifiche tecniche e le clausole contrattuali contenute nei CAM Edilizia.

I progettisti sono chiamati, durante la redazione di un progetto edilizio di nuova costruzione, ristrutturazione o manutenzione di opere pubbliche, oltre che a inserire le prescrizioni prestazionali sui materiali, in ottemperanza ai CAM, nel Capitolato Speciale di Appalto, anche a redigere una relazione di verifica di ottemperanza del progetto ai criteri definiti dal Decreto 11 ottobre 2017.

Per i materiali edili, sono richiesti i seguenti requisiti:

Criterio 2.4.1.1 Disassemblabilità. Almeno il 50% in peso dei componenti edilizi e degli elementi prefabbricati deve essere sottoponibile, a fine vita, a demolizione selettiva ed essere riciclabile o riutilizzabile.

Criterio 2.4.1.2 Materia recuperata e/o riciclata. Il contenuto di materia recuperata o riciclata nei materiali utilizzati per l’edificio, anche considerando diverse percentuali per ogni materiale, deve essere pari ad almeno il 15% in peso valutato sul totale di tutti i materiali utilizzati.

Criterio 2.4.1.3 Sostanze pericolose. Nei componenti, parti o materiali usati non devono essere presenti sostanze ritenute dannose per lo strato di ozono.

Criterio 2.5.1 Demolizioni e rimozione dei materiali. Allo scopo di ridurre l’impatto ambientale sulle risorse naturali, di aumentare l’uso di materiali riciclati aumentando così il recupero dei rifiuti, con particolare riguardo ai rifiuti da demolizione e costruzione.

Gli isolanti termici ed acustici utilizzati devono rispettare i seguenti criteri:

  • non devono essere prodotti utilizzando ritardanti di fiamma che siano oggetto di restrizioni o proibizioni previste da normative nazionali o comunitarie applicabili;
  • non devono essere prodotti con agenti espandenti con un potenziale di riduzione dell’ozono superiore a zero;
  • non devono essere prodotti o formulati utilizzando catalizzatori al piombo quando spruzzati o nel corso della formazione della schiuma di plastica;
  • se prodotti da una resina di polistirene espandibile gli agenti espandenti devono essere inferiori al 6% del peso del prodotto finito;
  • se il prodotto finito è un isolante, questo deve essere costituito da materiale riciclato e/o recuperato secondo le quantità minime indicate, misurato sul peso del prodotto finito.

I prodotti FI·VE sono sicuri, inerti e rispondono ai requisiti dei Criteri Ambientali Minimi utilizzando per la loro produzione materiali riciclati nelle quantità opportune per garantire le caratteristiche prestazionali di eccellenza che da sempre li contraddistinguono. Sono realizzati con un processo produttivo controllato in tutte le sue fasi e sono in possesso di marcatura CE, non contengono e non rilasciano fibre e hanno ottenuto la certificazione di prodotto mediante verifica e convalida di asserzione ambientale.

Scopri di più sulle certificazioni dei prodotti FI·VE.

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ECOFRIENDLY con ECOBONUS

Scegliere FIBROPIR®, i nostri pannelli termoisolanti in poliuretano espanso, riduce i consumi energetici per il riscaldamento e per il raffrescamento degli edifici, contribuendo alla salvaguardia dell’ambiente. Non a caso, infatti, l’Associazione europea PU EUROPE ha promosso la Dichiarazione Ambientale di Prodotto (EDP): questa sottolinea come la quantità di risorse utilizzate per la produzione del poliuretano espanso si ammortizzi nei primi due anni di vita degli edifici (stimata intorno ai 50 anni), grazie al risparmio energetico che il materiale espanso permette. Adottare pannelli termoisolanti green, però, oltre a farti risparmiare sulle bollette, ti dona la possibilità di godere di incentivi e bonus particolari. Vediamo insieme quali.

 

PROROGA PER LA RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA

Novità delle ultime settimane: sono state prorogate al 31.12.2020 le scadenze delle detrazioni fiscali. Queste possono raggiungere il 65% delle spese sostenute per la riqualificazione energetica “globale” degli edifici, per gli interventi sulle strutture opache verticali e orizzontali, per l’acquisto e la posa in opera di pannelli solari termici, pompe di calore, microcogeneratori e interventi di building automation. In alternativa, si può richiedere fino al 50% per l’acquisto e la posa in opera di infissi, caldaie a condensazione, schermature solari e caldaie a biomassa.

 

POSTICIPO PER IL RECUPERO DEL PATRIMONIO EDILIZIO

Allo stesso modo è stata posticipata la scadenza per la detrazione del 50% sugli interventi finalizzati al recupero del patrimonio edilizio. Tra questi rientrano gli interventi finalizzati al risparmio energetico, con particolare attenzione all’installazione di impianti basati sull’impiego delle fonti rinnovabili di energia, compreso il fotovoltaico.

 

BONUS FACCIATE: CHE COS’È

Una new entry è quella relativa al “bonus facciate” che prevede una detrazione d’imposta del 90% per gli interventi finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna di edifici ubicati in zona A o B.

A partire dal 1° gennaio, inoltre, per i condomìni che hanno affrontato una ristrutturazione importante di primo livello (che può comprendere costi professionali e analisi sulla riqualificazione energetica), di importo superiore a 200.000 euro e realizzata nelle aree comuni, c’è la possibilità di ricevere lo sconto in fattura del bonus.

Essere ecosolidali porta vantaggi economici e soddisfazioni etiche.

Scegli di rispettare il mondo, scopri FIBROPIR®, SFOGLIA IL CATALOGO.

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Costruire bene per vivere bene: non solo uno slogan per Fibrotermica

Lo sconto in fattura del bonus fiscale è la modalità che scardina la resistenza dei condòmini a mettere le mani sulle loro proprietà. L’efficientamento energetico dei condomìni apre un mercato della ristrutturazione e del restauro che cambierà la qualità della vita (e il valore) degli immobili pluriresidenziali in Italia.

fibroCAP8® è la linea di Fibrotermica ideale per questo tipo di interventi. Prodotto eccezionale, fra i tanti vantaggi che offre spicca quello del lambda basso che, unito al suo spessore ridotto, lo rende unico nel panorama dell’offerta di isolanti di qualità. Un minor spessore a pari coefficiente di isolamento consente interventi che non aggiungono centimetri all’esterno e non mangiano spazio all’interno. Ma facciamo un esempio empirico in metri cubi: su un palazzo di 6 piani con una base di 30 m x 20 m, 20 mm di differenza comportano una diminuzione del volume esterno pari a 50 m³. Si tratta, oltretutto, di una riduzione del materiale impiegato da non sottovalutare.

Questo il motivo per il quale FI-VE sarà presente alla 15ª edizione di Klimahouse, la fiera concepita per divulgare una filosofia di lavoro green che ha come obiettivo quello di mettere in comunicazione tra loro aziende che condividono lo stesso modo di intendere l’edilizia. Non a caso i convegni che si terranno durante i giorni di fiera verteranno su temi quali la certificazione CAM e le prestazioni energetiche e acustiche richieste agli edifici pubblici, il calcolo del fabbisogno energetico in regime dinamico e tutto ciò che ha a che fare con l’edilizia responsabile e il risparmio di energia, in linea con il concept di quest’anno: “Costruire bene per vivere bene”.

La fiera, aperta dal 22 al 25 gennaio, avrà luogo a Bolzano e, come ogni anno, accoglierà migliaia di espositori e visitatori.  Scopri le novità che il mondo edilizio ha mosso in questo senso.

Ci trovi al settore CD, stand D25/34.

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L’INCASTRO CHE DEFINISCE IL PANNELLO

Sfogliando il nostro catalogo FIBROSTIR, vi renderete conto che i pannelli in XPS proposti si differenziano tra loro per dimensione, capacità di resistenza e superficie. Ma non solo. Un altro aspetto fondamentale e sul quale non ci siamo mai soffermati è quello relativo alle diverse tipologie d’incastro.

Perché? Scopriamolo insieme.

 

1 – TAGLIO NETTO SUI 4 LATI

 

La più gettonata tra le tre, quella a spigolo vivo è l’opzione ideale per isolare superfici limitate dove la posa è facilmente controllata evitando spreco di materiale. Di per sé non si tratta di un vero e proprio incastro in quanto i pannelli sono lisci su tutti e quattro i lati, motivo per il quale è richiesta una maggior attenzione e precisione nella loro applicazione per evitare che restino spazi vuoti, causa di ponti termici che, come sappiamo, provocano dispersioni con relativi problemi di muffa e umidità, aumentando le spese in materia di corrente e sminuendo il valore dell’edificio.

 

2 – BATTENTATO SUI 4 LATI

 

Questa seconda tipologia di pannelli accoglie un battente su tutti i lati, facilitando l’applicazione alle estremità. In questo modo risulta semplice e veloce accostare tra loro i pannelli, rendendoli ideali per l’isolamento termico di ampi spazi in tempi brevi. Metri quadri su metri quadri, posati con efficienza.

 

3 – INCASTRO M/F SUI LATI LUNGHI E A SPIGOLO VIVO SUI LATI CORTI

È un incastro perfetto per applicazioni verticali, in quanto i pannelli presentano la stessa altezza della parete, che ha il vantaggio di proporre un isolamento continuo, azzerando il rischio di formazione di ponti termici. Un’applicazione di questo tipo gode di una stabilità senza eguali, permettendo un’applicazione facile e rapida. Attenzione, però: sebbene la zoccolatura del cappotto prevede un intervento di tipo verticale, per questo tipo di isolamento i nostri applicatori consigliano l’utilizzo dei pannelli a incastro a spigolo vivo.

 

La linea di pannelli FIBROSTIR® con questi accorgimenti cerca di andare incontro alle esigenze di tutti i posatori, offrendo loro la possibilità di scegliere la soluzione più semplice ed efficace ai loro problemi.

 

Per scoprire di più, SFOGLIA il catalogo FIBROSTIR.

 

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Ponti termici: cosa sono e come eliminarli

Una delle principali motivazioni per cui si consiglia un corretto isolamento dell’abitazione è l’eliminazione dei ponti termici. Questi non sono altro che delle discontinuità degli elementi strutturali che provocano la dispersione di calore verso l’esterno di un edificio d’inverno e il contrario d’estate (se non perfettamente isolato). Per questo solitamente si formano vicino a pilastri, travi, balconi, davanzali o in corrispondenza delle giunture di malta tra i laterizi, ossia in prossimità di quelli che rappresentano i punti di eterogeneità della struttura. Si ricrea, così, all’interno dell’edificio una temperatura superficiale molto più bassa di quella suggerita per un vivere sano.

Eliminare il problema significa evitare i risvolti che questo porta con sé e, dunque, ambienti freddi, umidi e insalubri, dominati da condensa e presenza di muffa.

I pannelli termoisolanti FIBROPIR® sono la soluzione. Grazie alle eccellenti prestazioni, infatti, mantengono la loro efficacia di fronte a qualunque condizione termoigrometrica, assicurando un ottimo isolamento termico. Realizzati in poliuretano espanso rigido, vantano ottime capacità pur mantenendo uno spessore ridotto che li rende versatili e adatti a più applicazioni e destinazioni (coperture, pareti e pavimenti).

 

Grazie al loro rivestimento goffrato riescono a fare presa su qualsiasi superficie, garantendo perfetta aderenza e isolamento in qualsiasi situazione. La struttura compatta a celle chiuse, d’altro canto, conferisce al pannello stabilità dimensionale e resistenza alle sollecitazioni di tipo meccanico. FIBROPIR®, col suo bassissimo coefficiente di conduttività termica, consente di ridurre i consumi energetici in casa, evitando dispersione inutile di calore, aumentando il comfort abitativo e, quindi, il benessere fisiologico.

Chiedete di FIBROPIR® al vostro applicatore.

SFOGLIA IL CATALOGO per scoprire di più sui nostri pannelli.