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Consigli utili per la corretta messa in opera del sistema a cappotto

Anche i cantieri, quelli che non si occupano della costruzione di edifici in qualche modo legati a quest’emergenza, sono ormai chiusi. Come possiamo ottimizzare questo tempo in cui ci sembra di “non avere nulla da fare”? È il momento giusto per approfondire alcuni aspetti del nostro lavoro, ad esempio.

Per il tema “sistema a cappotto” abbiamo creato una breve lista di controllo, assolutamente non esaustiva, per tutti quegli applicatori che intendono offrire un servizio impeccabile. Vediamola insieme.

 

Operazioni preliminari

Tra le numerose operazioni preliminari sottolineiamo quella di verificare l’idoneità della superficie: controllare la presenza di impurità o irregolarità strutturali, ad esempio, è fondamentale per cominciare un lavoro che sarà perfetto a lungo termine. Le superfici friabili o la mancata aderenza tra intonaco e pittura, infatti, potrebbero creare problemi successivamente, nella messa in opera del sistema. Verificare sempre anche temperatura e livello di umidità e accertarsi che non ci siano alghe, muffe o efflorescenze.

 

Posa del materiale isolante

Relativamente alla posa del materiale isolante, bisogna assicurarsi che i pannelli siano ben accostati tra loro: lo spazio interstiziale verrà successivamente riempito con il rasante di finitura superficiale. Il livello di rasatura in questi punti risulterà superiore a quello del pannello, influendo sull’assorbimento dell’umidità e mostrando le giunture tra un pannello e l’altro. In corrispondenza di queste giunture, il valore di dispersione termica sarà più elevato, rendendo necessario l’utilizzo di una schiuma isolante a bassa intensità in grado di risolvere il problema e rendere uniforme la superficie.

 

Collante

Se il collante non viene steso correttamente, si rischia di andare incontro alla deformazione dei pannelli, causata da tensioni di tipo termoigrometrico. Una posa efficace è quella “a cordolo perimetrale e punti centrali” che permette di tenere fermo il bordo esterno del pannello, convogliando le deformazioni alla parte centrale del corpo. Per pannelli di tipo fibroso, in quanto soggetti a minori deformazioni, è possibile stendere il collante su tutta la superficie.

 

Rasatura armata esterna

La rasatura armata esterna si sviluppa in due momenti: dopo la prima mano di rasante viene posata la rete e in seguito viene stesa la seconda mano. Tra una mano e l’altra è estremamente necessario che intercorrano almeno 24 ore per evitare che la rete venga assorbita dal primo strato di rasatura.

 

Colore

Per l’applicazione della finitura superficiale colorata bisogna valutare le condizioni ambientali migliori. In presenza di umidità, ad esempio, è sconsigliato procedere in quanto il colore rischia di scivolare perché appesantito. La situazione ottimale si ha a 5 °C, umidità relativa e vento moderato.

 

Questi sono solo alcuni dei suggerimenti per dare forma a un sistema a cappotto inalterabile nel tempo. Per qualsiasi curiosità sui materiali isolanti, vi invitiamo a visitare il sito Fibrotermica.

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L’intervista a Luciano Mazzer per venetoglobe

L’emittente radiotelevisiva venetoglobe, nella rassegna “VOCI DA…”, ha intervistato Luciano Mazzer, chiedendo la sua opinione di imprenditore, e presidente del grande gruppo internazionale IWIS, sulla situazione attuale. Una fotografia sincera di questo momento difficile che dà voce alle preoccupazioni per il futuro e per i collaboratori negli stabilimenti distribuiti in Europa, Asia e America.
Un pensiero a quando tutto questo sarà finito, con una responsabilità che guarda al futuro sperando che il momento di ripartire sia prossimo.
Penserà prima di tutto ai dipendenti, dice, per il resto dovrà esserci forte impegno da parte delle istituzioni.

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CAM e Pubblica Amministrazione

Il GPP (Green Public Procurement, ovvero Acquisti Verdi nella Pubblica Amministrazione) è uno strumento di politica ambientale della Commissione Europea che intende favorire lo sviluppo di un mercato di prodotti e servizi a ridotto impatto ambientale attraverso gli acquisti delle Amministrazioni Pubbliche, contribuendo al raggiungimento degli obiettivi delle principali strategie europee sull’uso efficiente delle risorse e sull’Economia Circolare.

L’Italia ha affrontato la tematica del GPP attuando il Piano d’azione nazionale GPP, adottato con il Decreto Interministeriale dell’11 aprile 2008 (G.U. n. 107 dell’8 maggio 2008), che ha l’obiettivo di massimizzare la diffusione del GPP presso gli enti pubblici in modo da farne dispiegare in pieno le sue potenzialità in termini di miglioramento ambientale, economico e industriale. Il Piano d’azione nazionale GPP  ha previsto l’adozione, con successivi decreti ministeriali, dei Criteri Ambientali Minimi (CAM) per ogni categoria di prodotti, servizi e lavori acquistati o affidati dalla Pubblica Amministrazione.

Il ministero dell’ambiente definisce i Criteri Ambientali Minimi (CAM) come “ i requisiti ambientali definiti per le varie fasi del processo di acquisto, volti a individuare la soluzione progettuale, il prodotto o il servizio migliore sotto il profilo ambientale lungo il ciclo di vita, tenuto conto della disponibilità di mercato”.

Per il settore edilizia in Italia è in vigore il DM 11 ottobre 2017 (in G.U. Serie Generale n. 259 del 6 novembre 2017), Affidamento di servizi di progettazione e lavori per la nuova costruzione, ristrutturazione e manutenzione di edifici pubblici DM 11 ottobre 2017.

La nuova disciplina sui contratti pubblici D.Lgs. 50/2016 “Codice degli Appalti” (modificato dal D.Lgs. 56/2017) ha introdotto con l’art. 34 l’obbligo di applicazione dei Criteri Ambientali Minimi Edilizia inducendo le Pubbliche Amministrazioni a inserire nella documentazione progettuale e di gara almeno le specifiche tecniche e le clausole contrattuali contenute nei CAM Edilizia.

I progettisti sono chiamati, durante la redazione di un progetto edilizio di nuova costruzione, ristrutturazione o manutenzione di opere pubbliche, oltre che a inserire le prescrizioni prestazionali sui materiali, in ottemperanza ai CAM, nel Capitolato Speciale di Appalto, anche a redigere una relazione di verifica di ottemperanza del progetto ai criteri definiti dal Decreto 11 ottobre 2017.

Per i materiali edili, sono richiesti i seguenti requisiti:

Criterio 2.4.1.1 Disassemblabilità. Almeno il 50% in peso dei componenti edilizi e degli elementi prefabbricati deve essere sottoponibile, a fine vita, a demolizione selettiva ed essere riciclabile o riutilizzabile.

Criterio 2.4.1.2 Materia recuperata e/o riciclata. Il contenuto di materia recuperata o riciclata nei materiali utilizzati per l’edificio, anche considerando diverse percentuali per ogni materiale, deve essere pari ad almeno il 15% in peso valutato sul totale di tutti i materiali utilizzati.

Criterio 2.4.1.3 Sostanze pericolose. Nei componenti, parti o materiali usati non devono essere presenti sostanze ritenute dannose per lo strato di ozono.

Criterio 2.5.1 Demolizioni e rimozione dei materiali. Allo scopo di ridurre l’impatto ambientale sulle risorse naturali, di aumentare l’uso di materiali riciclati aumentando così il recupero dei rifiuti, con particolare riguardo ai rifiuti da demolizione e costruzione.

Gli isolanti termici ed acustici utilizzati devono rispettare i seguenti criteri:

  • non devono essere prodotti utilizzando ritardanti di fiamma che siano oggetto di restrizioni o proibizioni previste da normative nazionali o comunitarie applicabili;
  • non devono essere prodotti con agenti espandenti con un potenziale di riduzione dell’ozono superiore a zero;
  • non devono essere prodotti o formulati utilizzando catalizzatori al piombo quando spruzzati o nel corso della formazione della schiuma di plastica;
  • se prodotti da una resina di polistirene espandibile gli agenti espandenti devono essere inferiori al 6% del peso del prodotto finito;
  • se il prodotto finito è un isolante, questo deve essere costituito da materiale riciclato e/o recuperato secondo le quantità minime indicate, misurato sul peso del prodotto finito.

I prodotti FI·VE sono sicuri, inerti e rispondono ai requisiti dei Criteri Ambientali Minimi utilizzando per la loro produzione materiali riciclati nelle quantità opportune per garantire le caratteristiche prestazionali di eccellenza che da sempre li contraddistinguono. Sono realizzati con un processo produttivo controllato in tutte le sue fasi e sono in possesso di marcatura CE, non contengono e non rilasciano fibre e hanno ottenuto la certificazione di prodotto mediante verifica e convalida di asserzione ambientale.

Scopri di più sulle certificazioni dei prodotti FI·VE.

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ECOFRIENDLY con ECOBONUS

Scegliere FIBROPIR®, i nostri pannelli termoisolanti in poliuretano espanso, riduce i consumi energetici per il riscaldamento e per il raffrescamento degli edifici, contribuendo alla salvaguardia dell’ambiente. Non a caso, infatti, l’Associazione europea PU EUROPE ha promosso la Dichiarazione Ambientale di Prodotto (EDP): questa sottolinea come la quantità di risorse utilizzate per la produzione del poliuretano espanso si ammortizzi nei primi due anni di vita degli edifici (stimata intorno ai 50 anni), grazie al risparmio energetico che il materiale espanso permette. Adottare pannelli termoisolanti green, però, oltre a farti risparmiare sulle bollette, ti dona la possibilità di godere di incentivi e bonus particolari. Vediamo insieme quali.

 

PROROGA PER LA RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA

Novità delle ultime settimane: sono state prorogate al 31.12.2020 le scadenze delle detrazioni fiscali. Queste possono raggiungere il 65% delle spese sostenute per la riqualificazione energetica “globale” degli edifici, per gli interventi sulle strutture opache verticali e orizzontali, per l’acquisto e la posa in opera di pannelli solari termici, pompe di calore, microcogeneratori e interventi di building automation. In alternativa, si può richiedere fino al 50% per l’acquisto e la posa in opera di infissi, caldaie a condensazione, schermature solari e caldaie a biomassa.

 

POSTICIPO PER IL RECUPERO DEL PATRIMONIO EDILIZIO

Allo stesso modo è stata posticipata la scadenza per la detrazione del 50% sugli interventi finalizzati al recupero del patrimonio edilizio. Tra questi rientrano gli interventi finalizzati al risparmio energetico, con particolare attenzione all’installazione di impianti basati sull’impiego delle fonti rinnovabili di energia, compreso il fotovoltaico.

 

BONUS FACCIATE: CHE COS’È

Una new entry è quella relativa al “bonus facciate” che prevede una detrazione d’imposta del 90% per gli interventi finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna di edifici ubicati in zona A o B.

A partire dal 1° gennaio, inoltre, per i condomìni che hanno affrontato una ristrutturazione importante di primo livello (che può comprendere costi professionali e analisi sulla riqualificazione energetica), di importo superiore a 200.000 euro e realizzata nelle aree comuni, c’è la possibilità di ricevere lo sconto in fattura del bonus.

Essere ecosolidali porta vantaggi economici e soddisfazioni etiche.

Scegli di rispettare il mondo, scopri FIBROPIR®, SFOGLIA IL CATALOGO.

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Costruire bene per vivere bene: non solo uno slogan per Fibrotermica

Lo sconto in fattura del bonus fiscale è la modalità che scardina la resistenza dei condòmini a mettere le mani sulle loro proprietà. L’efficientamento energetico dei condomìni apre un mercato della ristrutturazione e del restauro che cambierà la qualità della vita (e il valore) degli immobili pluriresidenziali in Italia.

fibroCAP8® è la linea di Fibrotermica ideale per questo tipo di interventi. Prodotto eccezionale, fra i tanti vantaggi che offre spicca quello del lambda basso che, unito al suo spessore ridotto, lo rende unico nel panorama dell’offerta di isolanti di qualità. Un minor spessore a pari coefficiente di isolamento consente interventi che non aggiungono centimetri all’esterno e non mangiano spazio all’interno. Ma facciamo un esempio empirico in metri cubi: su un palazzo di 6 piani con una base di 30 m x 20 m, 20 mm di differenza comportano una diminuzione del volume esterno pari a 50 m³. Si tratta, oltretutto, di una riduzione del materiale impiegato da non sottovalutare.

Questo il motivo per il quale FI-VE sarà presente alla 15ª edizione di Klimahouse, la fiera concepita per divulgare una filosofia di lavoro green che ha come obiettivo quello di mettere in comunicazione tra loro aziende che condividono lo stesso modo di intendere l’edilizia. Non a caso i convegni che si terranno durante i giorni di fiera verteranno su temi quali la certificazione CAM e le prestazioni energetiche e acustiche richieste agli edifici pubblici, il calcolo del fabbisogno energetico in regime dinamico e tutto ciò che ha a che fare con l’edilizia responsabile e il risparmio di energia, in linea con il concept di quest’anno: “Costruire bene per vivere bene”.

La fiera, aperta dal 22 al 25 gennaio, avrà luogo a Bolzano e, come ogni anno, accoglierà migliaia di espositori e visitatori.  Scopri le novità che il mondo edilizio ha mosso in questo senso.

Ci trovi al settore CD, stand D25/34.

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L’INCASTRO CHE DEFINISCE IL PANNELLO

Sfogliando il nostro catalogo FIBROSTIR, vi renderete conto che i pannelli in XPS proposti si differenziano tra loro per dimensione, capacità di resistenza e superficie. Ma non solo. Un altro aspetto fondamentale e sul quale non ci siamo mai soffermati è quello relativo alle diverse tipologie d’incastro.

Perché? Scopriamolo insieme.

 

1 – TAGLIO NETTO SUI 4 LATI

 

La più gettonata tra le tre, quella a spigolo vivo è l’opzione ideale per isolare superfici limitate dove la posa è facilmente controllata evitando spreco di materiale. Di per sé non si tratta di un vero e proprio incastro in quanto i pannelli sono lisci su tutti e quattro i lati, motivo per il quale è richiesta una maggior attenzione e precisione nella loro applicazione per evitare che restino spazi vuoti, causa di ponti termici che, come sappiamo, provocano dispersioni con relativi problemi di muffa e umidità, aumentando le spese in materia di corrente e sminuendo il valore dell’edificio.

 

2 – BATTENTATO SUI 4 LATI

 

Questa seconda tipologia di pannelli accoglie un battente su tutti i lati, facilitando l’applicazione alle estremità. In questo modo risulta semplice e veloce accostare tra loro i pannelli, rendendoli ideali per l’isolamento termico di ampi spazi in tempi brevi. Metri quadri su metri quadri, posati con efficienza.

 

3 – INCASTRO M/F SUI LATI LUNGHI E A SPIGOLO VIVO SUI LATI CORTI

È un incastro perfetto per applicazioni verticali, in quanto i pannelli presentano la stessa altezza della parete, che ha il vantaggio di proporre un isolamento continuo, azzerando il rischio di formazione di ponti termici. Un’applicazione di questo tipo gode di una stabilità senza eguali, permettendo un’applicazione facile e rapida. Attenzione, però: sebbene la zoccolatura del cappotto prevede un intervento di tipo verticale, per questo tipo di isolamento i nostri applicatori consigliano l’utilizzo dei pannelli a incastro a spigolo vivo.

 

La linea di pannelli FIBROSTIR® con questi accorgimenti cerca di andare incontro alle esigenze di tutti i posatori, offrendo loro la possibilità di scegliere la soluzione più semplice ed efficace ai loro problemi.

 

Per scoprire di più, SFOGLIA il catalogo FIBROSTIR.

 

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Ponti termici: cosa sono e come eliminarli

Una delle principali motivazioni per cui si consiglia un corretto isolamento dell’abitazione è l’eliminazione dei ponti termici. Questi non sono altro che delle discontinuità degli elementi strutturali che provocano la dispersione di calore verso l’esterno di un edificio d’inverno e il contrario d’estate (se non perfettamente isolato). Per questo solitamente si formano vicino a pilastri, travi, balconi, davanzali o in corrispondenza delle giunture di malta tra i laterizi, ossia in prossimità di quelli che rappresentano i punti di eterogeneità della struttura. Si ricrea, così, all’interno dell’edificio una temperatura superficiale molto più bassa di quella suggerita per un vivere sano.

Eliminare il problema significa evitare i risvolti che questo porta con sé e, dunque, ambienti freddi, umidi e insalubri, dominati da condensa e presenza di muffa.

I pannelli termoisolanti FIBROPIR® sono la soluzione. Grazie alle eccellenti prestazioni, infatti, mantengono la loro efficacia di fronte a qualunque condizione termoigrometrica, assicurando un ottimo isolamento termico. Realizzati in poliuretano espanso rigido, vantano ottime capacità pur mantenendo uno spessore ridotto che li rende versatili e adatti a più applicazioni e destinazioni (coperture, pareti e pavimenti).

 

Grazie al loro rivestimento goffrato riescono a fare presa su qualsiasi superficie, garantendo perfetta aderenza e isolamento in qualsiasi situazione. La struttura compatta a celle chiuse, d’altro canto, conferisce al pannello stabilità dimensionale e resistenza alle sollecitazioni di tipo meccanico. FIBROPIR®, col suo bassissimo coefficiente di conduttività termica, consente di ridurre i consumi energetici in casa, evitando dispersione inutile di calore, aumentando il comfort abitativo e, quindi, il benessere fisiologico.

Chiedete di FIBROPIR® al vostro applicatore.

SFOGLIA IL CATALOGO per scoprire di più sui nostri pannelli.

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ECO-COMPATIBILITÀ FIBROPIR®

Ecofriendly, amici dell’ambiente. Ecco come ci piace definire i nostri pannelli FIBROPIR®.

Oltre a ridurre i consumi energetici in materia di riscaldamento e raffrescamento degli immobili, la loro stessa realizzazione si dimostra un vantaggio. I pannelli FIBROPIR®, infatti, sono costituiti da poliuretano espanso rigido, un materiale che nel corso della vita di un edificio (stimata intorno ai 50 anni) fa risparmiare oltre 135 volte l’energia utilizzata per la sua produzione. A dimostrarlo la Dichiarazione Ambientale di Prodotto (EDP) promossa dall’Associazione europea PU EUROPE, la quale evidenzia come la quantità di risorse utilizzate per la produzione del poliuretano espanso si ammortizzi lungo il ciclo di vita degli edifici grazie al risparmio energetico che il materiale espanso permette. Inoltre, il poliuretano espanso rigido, in quanto imputrescibile, ha un’ottima durabilità nel tempo che permette il suo riutilizzo a fine ciclo vitale. Diversi sono i processi attraverso i quali avviene questo riciclo: per incinerazione, glicolisi, frantumazione o trasformazione in polveri. Ognuno di questi, però, ha come risultato finale il reimpiego del materiale, evitando la formazione di rifiuti.

Ma quali le funzionalità dei nostri pannelli? I pannelli FIBROPIR® sono pannelli termoisolanti che, con la loro elevata resistenza alla diffusione di vapore acqueo, garantiscono ambienti asciutti e salubri. Le eccellenti performance meccaniche, unite all’ottima stabilità dimensionale li rendono ideali per l’isolamento controterra e sotto fondazione, l’isolamento di pareti e contropareti, di coperture piane e inclinate e dei pavimenti. Tra i vantaggi qualitativi merita menzione la resistenza a condizioni estreme di temperatura. Nel range di temperature dai 40 ai 100 °C le schiume poliuretaniche non emettono fumi o vapori tossici e non disperdono fibre o polveri. Gli applicatori, dunque, non devono prendere particolari misure cautelative nell’utilizzo dei pannelli FIBROPIR®.

Questi solo alcuni dei motivi che rendono i nostri pannelli in schiuma polyiso efficaci e allo stesso tempo rispettosi dell’ambiente.

Scopri il mondo FIBROPIR® e tutte le sue applicazioni.

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Muffa e umidità in casa: ecco la soluzione

Un problema comune a molti edifici è quello relativo alla muffa. Secondo una ricerca dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, infatti, circa il 50% degli edifici abitativi presenti in Europa risente di umidità eccessiva. 

Il problema sorge durante il periodo invernale quando all’interno degli stabili l’umidità raggiunge valori eccessivamente alti a causa della differenza di temperatura tra interno ed esterno. Questi sbalzi, infatti, favoriscono la formazione di condensa, facilitando il depositarsi di gocce d’acqua sui muri.

Una temperatura media costante, un corretto riciclo d’aria e un livello di umidità sano sono variabili da non sottovalutare e che determinano il grado di benessere di chi vive quotidianamente un locale. Muffa e umidità, d’altra parte, concorrono a pregiudicare questo comfort. Diventa, perciò, fondamentale isolare termicamente l’edificio, attraverso l’utilizzo di materiali dal basso coefficiente termico e igroscopico.

L’isotropia dei pannelli FIBROSTIR®, unita alla loro struttura compatta e al 95% di celle chiuse, riesce a garantire l’inalterabilità delle prestazioni meccaniche e termiche, resistendo all’umidità.

Con FIBROSTIR®, inoltre, puoi isolare ogni porzione della casa: dalle fondazioni alle pareti, dalle coperture ai pavimenti.

               

SFOGLIA IL CATALOGO e scopri tutte le applicazioni possibili con i nostri pannelli.

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Software per calcolare il risparmio energetico, le novità targate ENEA

L’ENEA ha messo a disposizione gratuitamente due strumenti per calcolare il risparmio energetico conseguito tramite interventi di riqualificazione energetica degli edifici. Grazie a questi due software gratuiti sarà molto più facile per i professionisti calcolare il risparmio che si otterrà utilizzando schermature solari e chiusure oscuranti.

ShadoWindow

Il primo dei due software si chiama “ShadoWindow”. Spesso i calcoli necessari per capire i margini di risparmio che derivano dall’installazione di schermature solari nelle vetrate sono molto lunghi e difficili. Grazie a quest’app, che si basa su una metodologia coerente con le norme tecniche di riferimento, l’utente sarà molto facilitato nel calcolo del risparmio energetico.

Chiusure Oscuranti

La seconda applicazione “Chiusure Oscuranti” è invece indirizzata a calcolare il risparmio annuo di energia primaria non rinnovabile conseguito con l’installazione di chiusure oscuranti a protezione di superfici vetrate. Le chiusure oscuranti possono essere installate non contestualmente alla sostituzione dei serramenti e in questo caso devono essere inserite come Schermature Solari e Chiusure oscuranti nel portale Enea dedicato alle detrazioni fiscali per interventi di riqualificazione energetica.   Queste due metodologie sono molto efficaci in estate per proteggere l’abitazione dai raggi solari, ma altrettanto efficaci (sia per l’estate che per l’inverno) sono i pannelli isolanti, che se accoppiati alle chiusure oscuranti o alle schermature solari possono garantire un maggiore benessere all’interno dell’edificio. Chissà se in futuro ENEA svilupperà altri software per calcolare il risparmio energetico derivante da altre fonti.. Noi intanto aspettiamo e ci godiamo questi! CLICCA QUI per maggiori dettagli