by admpiu admpiu

In arrivo quest’anno una grande novità per gli edifici di nuova costruzione e per le ristrutturazioni, le modifiche al Decreto Rinnovabili (Dlgs 28/2011) prevedono l’obbligo di coprire con rinnovabili il 50% dei consumi. La disposizione legislativa precedente prevedeva una percentuale del 35%. Tale limite rimane immutato per tutti i titoli abilitativi antecedenti al 2018.
Nel dettaglio, gli impianti di produzione di energia termica degli edifici realizzati o ristrutturati dal 1° gennaio 2018 devono essere progettati e costruiti per rispettare l’obbligo della copertura, tramite il ricorso ad energia prodotta da impianti alimentati da fonti rinnovabili, del 50% dei consumi, previsti per:
– l’acqua calda sanitaria;
– il riscaldamento;
– e il raffrescamento.
E’ una norma molto restrittiva, infatti, pone delle specifiche stringenti: “non possono essere assolti tramite impianti da fonti rinnovabili che producano esclusivamente energia elettrica che a sua volta alimenti dispositivi o impianti per la produzione di acqua calda sanitaria, il riscaldamento e il raffrescamento.”

Cosa si intende per fonti rinnovabili.

La legge chiarisce con esattezza il termine. Ai sensi del D.lgs. 28/2011 per energia da fonti rinnovabili si intende l’energia che non proviene da fonti rinnovabili non fossili. Quindi è rinnovabile:
– l’energia eolica (derivante dallo sfruttamento del vento);
– solare (derivante dallo sfruttamento dei raggi solari);
– aerotermica (accumulata nell’aria sotto forma di calore);
– geotermica (immagazzinata nella crosta terrestre sotto forma di calore);
– idrotermica (immagazzinata nelle acque superficiali sotto forma di calore);
– e altre: oceanica, idraulica, biomassa, gas di discarica, gas residuati dai processi di depurazione e biogas.

Eccezioni

Lo stesso decreto legislativo che fissa l’obbligo della copertura al 50%, stabilisce anche le eccezioni in cui tale regola può essere elusa.
Se vi sono delle impossibilità tecniche certificate dal progettista, che rendono non attuabile il rispetto della normativa, la legge non impedisce la costruzione o la ristrutturazione, ma richiede un indice di prestazione energetica complessiva dell’edificio. Il quale deve risultare inferiore rispetto al pertinente indice di prestazione energetica complessiva reso obbligatorio ai sensi del D.lgs 192/2005.
Nei centri storici l’obbligo è ridotto del 50% o non si applica qualora il progettista dimostri che l’introduzione delle rinnovabili vada ad intaccare il valore storico e artistico dell’edificio. Negli edifici pubblici, l’obbligo è maggiore del 10%.