by admpiu admpiu

Gli edifici nuovi o ristrutturati dovranno coprire con le rinnovabili almeno il 50% dei consumi.

In arrivo quest’anno una grande novità per gli edifici di nuova costruzione e per le ristrutturazioni, le modifiche al Decreto Rinnovabili (Dlgs 28/2011) prevedono l’obbligo di coprire con rinnovabili il 50% dei consumi. La disposizione legislativa precedente prevedeva una percentuale del 35%. Tale limite rimane immutato per tutti i titoli abilitativi antecedenti al 2018.
Nel dettaglio, gli impianti di produzione di energia termica degli edifici realizzati o ristrutturati dal 1° gennaio 2018 devono essere progettati e costruiti per rispettare l’obbligo della copertura, tramite il ricorso ad energia prodotta da impianti alimentati da fonti rinnovabili, del 50% dei consumi, previsti per:
– l’acqua calda sanitaria;
– il riscaldamento;
– e il raffrescamento.
E’ una norma molto restrittiva, infatti, pone delle specifiche stringenti: “non possono essere assolti tramite impianti da fonti rinnovabili che producano esclusivamente energia elettrica che a sua volta alimenti dispositivi o impianti per la produzione di acqua calda sanitaria, il riscaldamento e il raffrescamento.”

Cosa si intende per fonti rinnovabili.

La legge chiarisce con esattezza il termine. Ai sensi del D.lgs. 28/2011 per energia da fonti rinnovabili si intende l’energia che non proviene da fonti rinnovabili non fossili. Quindi è rinnovabile:
– l’energia eolica (derivante dallo sfruttamento del vento);
– solare (derivante dallo sfruttamento dei raggi solari);
– aerotermica (accumulata nell’aria sotto forma di calore);
– geotermica (immagazzinata nella crosta terrestre sotto forma di calore);
– idrotermica (immagazzinata nelle acque superficiali sotto forma di calore);
– e altre: oceanica, idraulica, biomassa, gas di discarica, gas residuati dai processi di depurazione e biogas.

Eccezzioni

Lo stesso decreto legislativo che fissa l’obbligo della copertura al 50%, stabilisce anche le eccezioni in cui tale regola può essere elusa.
Se vi sono delle impossibilità tecniche certificate dal progettista, che rendono non attuabile il rispetto della normativa, la legge non impedisce la costruzione o la ristrutturazione, ma richiede un indice di prestazione energetica complessiva dell’edificio. Il quale deve risultare inferiore rispetto al pertinente indice di prestazione energetica complessiva reso obbligatorio ai sensi del D.lgs 192/2005.
Nei centri storici l’obbligo è ridotto del 50% o non si applica qualora il progettista dimostri che l’introduzione delle rinnovabili vada ad intaccare il valore storico e artistico dell’edificio. Negli edifici pubblici, l’obbligo è maggiore del 10%.

by admpiu admpiu

Vittorio veneto in cima al mondo con tegola canadese

Tutto ha avuto inizio nel lontano 1977, Stefano Tolin e Luciano Mazzer (amministratore delegato) hanno fondato tegola Canadese. Nel tempo l’azienda è crescita creando una rete di 15 società distribuite in vari stati. Nel 2004 in Russia è stato costruito un secondo stabilimento produttivo. Il presidente Mazzer non si è fermato, è stato creato il gruppo IWIS . Quest’ultimo si occupa principalmente di edilizia, ma anche di grandi opere, con il riconoscimento di prodotti affidabili e di grande qualità.

Attenzione al personale

IWIS pone la massima attenzione al suo personale. Racconta il Presidente che Stefano Tolin, socio storico, raccomandava sempre la massima attenzione alle famiglie. E Luciano Mazzer vanta con orgoglio, nella sua lunga carriera, di non aver mai licenziato nessuno. I periodi di difficoltà ci sono stati: ad esempio a Loria si sono creati venti esuberi per via della crisi edilizia, ma per non lasciare a casa queste persone è stata creata una nuova attività.

La realtà di Tegola Canadese punta a un futuro brillante

Con sede direttiva a Vittorio Veneto, nel cuore di una delle aree più produttive dell’industria italiana, con un migliaio di dipendenti, Luciano Mazzer punta a raggiungere 150 milioni di fatturato entro il 2020. Ad oggi il fatturato è pari a 120 milioni di euro, il che fa ben intravedere come questo obbiettivo sia raggiungibile. Una società sempre in movimento, come dimostra la recente storia con l’acquisizione di Styrodur, il concorrente diretto nel settore dell’isolamento. Mentre per il prossimo futuro si apriranno stabilimenti negli Stati Uniti e in Polonia, con l’obiettivo di raddoppiare quelli in Turchia e Ungheria.
Questa spinta alla crescita guidata dal principio della prudenza, ha fatto si che il gruppo spaziasse dalle tegole bituminose con finitura in graniglia ceramizzata, alle tegole fotovoltaiche, al tetto ventilato.

Grande attenzione all’ambiente

Il rispetto dell’ambiente è sempre stato un valore guida in ogni tipo di scelta. Il gruppo è tra le prime società ad ottenere la certificazione ISO 14001. Quasi il 50% dell’energia utilizzata nei processi produttivi è prodotta da fonti rinnovabili, con la presenza di ben due impianti fotovoltaici. A conferma della circolarità della produzione e del riciclo, per diversi processi produttivi vengono usati materiali ottenuti con l’ausilio di tre specifici impianti di riciclaggio delle materie plastiche.

by admpiu admpiu

Isolamento di un pavimento radiante

Il sistema di riscaldamento a pavimento radiante fornisce il calore attraverso la trasmissione fisica della convezione, ovvero attraverso il movimento dell’aria riscaldata dal basso verso l’alto.
Allo stato attuale, tale sistema risulta la migliore applicazione sul mercato, sia in termini di condizioni di benessere termico, che di qualità dell’aria e salubrità dei locali riscaldati.

Le tre tipologie di riscaldamento a pavimento radiante


In linea generale, esistono tre tipologie di riscaldamento a pavimento radiante:
1. pavimenti radianti – l’aria è il mezzo che trasporta il calore;
2. pavimenti radianti elettrici;
3. pavimenti radianti ad acqua calda (idronici).
I sistemi idronici sono quelli che trovano maggiore applicazione nel settore edilizio in quanto rappresentano la risorsa più popolare ed economica per i climi dominati dal riscaldamento. Essi pompano l’acqua riscaldata da una caldaia, attraverso tubi disposti in un modello sotto il pavimento, e la trasmettono per irraggiamento.

I vantaggi dei pavimenti radianti. Focus sui sistemi idronici.

I vantaggi dei pavimenti radianti risultano essere molteplici. Esaminiamone alcuni:

– Eliminano le perdite di condotto, risultando più efficienti del riscaldamento a battiscopa e di quello ad aria forzata;
– Sono ideali per i soggetti allergici perché non distribuiscono gli allergeni nell’ambiente come avviene per i sistemi ad aria forzata.

Nello specifico, i sistemi idronici (a base liquida) richiedono anche bassi quantitativi di elettricità.
Sono quindi:

– Ideali in abitazioni fuori dalla portata della rete elettrica e/o in aree con prezzi elevati di elettricità;
– Adatti all’utilizzo di un’ampia varietà di sistemi alternativi di energia per riscaldare il liquido, comprese le caldaie standard a gas e quelle a legna, gli scaldacqua solari o una combinazione di queste fonti.
– Rispettosi dei parametri di efficienza energetica degli edifici, nonché di quelli relativi al confort domestico e al benessere degli individui.

Ciò li rende particolarmente significativi dal punto di vista della sostenibilità ambientale.

Come assicurare l’efficienza del pavimento radiante attraverso l’isolamento. L’applicazione di Fibropir di Fibrotermica.

Fibrotermica, da oltre vent’anni brand di riferimento per il settore dei materiali isolanti, offre diverse tipologie di pannelli radianti per impianti di riscaldamento e di raffrescamento a pavimento, a soffitto e a parete, adatti sia per nuove costruzioni, sia per riqualificazioni di impianti esistenti.

In particolare, il prodotto innovativo Fibropir, nella sua declinazione Fibroalu, è il pannello isolante concepito per garantire la massima efficienza dell’impianto di riscaldamento a pavimento senza compromissione di strutture e spazi abitativi.

Ciò è reso possibile grazie alla composizione del prodotto: una schiuma poliuretanica rigida di tipo polyiso, con una peculiare struttura a celle chiuse, fini ed omogenee, rivestita su entrambe le facce da una lamina in alluminio groffato da 50 µm.

Tale composizione consente di ottenere significativi miglioramenti prestazionali:

– Flessibilità di applicazione
– Prodotto a basso potenziale di riscaldamento globale [GWP]
– Resistenza ad elevato range di temperatura
– Stabilità dimensionale
– Facilità di lavorazione

In più, la caratteristica composizione di tipo polyiso rende questo prodotto tra i migliori isolanti termici in commercio.

I pannelli isolanti Fibroalu, sostenuti da appositi supporti plastici, potranno essere posizionati al di sotto dei tubi radianti; invece, il massetto in calcestruzzo armato, con la successiva definitiva pavimentazione, sarà realizzato al di sopra degli stessi tubi. Il materiale isolante verrà quindi posto sopra il solaio e sotto il pavimento, mentre l’impianto di riscaldamento sarà collocato tra l’isolante e il pavimento vero e proprio, fatto di piastrelle, moquette o parquet.

In un edificio così ben coibentato nelle superfici dei pavimenti si potranno evitare sia la risalita di umidità che la dispersione di calore nella parte sottostante del pavimento, con una sensibile riduzione dei costi di riscaldamento invernale, inclusi quelli di raffrescamento estivo e deumidificazione.

by admpiu admpiu

Come isolare un pavimento radiante

l sistema di riscaldamento a pavimento radiante fornisce il calore attraverso la trasmissione fisica della convezione: la circolazione del calore con il movimento dell’aria riscaldata dal pavimento verso l’alto. Per questo, tale sistema è profondamente diverso da quello ancora largamente adottato dei pannelli radianti utilizzati in pareti o soffitti, i quali purtroppo non apportano le stesse condizioni di benessere termico, qualità dell’aria e salubrità dei locali riscaldati.

Tutti i vantaggi del riscaldamento a pavimento

È più efficiente del riscaldamento a battiscopa e del riscaldamento ad aria forzata perché elimina le perdite di condotto.

Le persone con allergie spesso preferiscono il calore radiante perché esso non distribuisce gli allergeni come avviene per i sistemi ad aria forzata.

I sistemi idronici (a base liquida) in particolare, utilizzando poca elettricità, sono vantaggiosi per le case fuori dalla rete elettrica o in aree con prezzi elevati dell’elettricità. Tali sistemi, tra l’altro, possono utilizzare un’ampia varietà di fonti alternative di energia per riscaldare il liquido, comprese le caldaie standard a gas e le caldaie a legna, gli scaldacqua solari o una combinazione di queste fonti, particolarmente significative dal punto di vista della sostenibilità ambientale.

I parametri di efficienza energetica dell’edificio risultano pertanto garantiti, ma anche quelli relativi al confort domestico e al benessere degli individui.

Le tre tipologie di riscaldamento a pavimento

In linea generale, esistono tre tipi di calore radiante a pavimento:

pavimenti radianti – l’aria è il mezzo che trasporta calore,

pavimenti radianti elettrici,

pavimenti radianti ad acqua calda (idronici).

I sistemi idronici (liquidi) sono i sistemi di riscaldamento radiante più popolari ed economici per i climi dominati dal riscaldamento. Essi pompano l’acqua riscaldata da una caldaia attraverso tubi disposti in un modello sotto il pavimento e la trasmettono per irraggiamento.

Come assicurare l’efficacia del pavimento radiante attraverso l’isolamento

Per mantenere inalterate le prestazioni dell’impianto nonché della struttura abitativa, è di fondamentale importanza la scelta di isolanti resistenti alle alte temperature. Fibropir di Fibrotermica, nella sua declinazione fibroalu, è il pannello termoisolante concepito per garantire la massima coibentazione ed efficienza dell’impianto di riscaldamento a pavimento.

Grazie a questa tipologia di applicazione si potranno evitare sia la risalita di umidità sia la dispersione di calore nella parte sottostante del pavimento. Tutto ciò grazie alla composizione strutturale e chimica di questi pannelli ad elevata prestazione, che permette stabilità dimensionale e resistenza ai carichi pesanti e al fuoco. I pannelli sono infatti costituiti da una schiuma rigida polyiso a celle chiuse, rivestita su entrambe le facce da una lamina in alluminio goffrato da 50 µm.

La posa corretta dei pannelli isolanti per pavimenti radianti

Tali pannelli isolanti, sostenuti da appositi supporti plastici, vengono posizionati al di sotto dei tubi radianti, mentre il massetto in calcestruzzo armato, con la successiva definitiva pavimentazione, è realizzato al di sopra degli stessi tubi.

Il materiale isolante viene quindi posto sopra il solaio e sotto il pavimento, mentre l’impianto di riscaldamento è collocato fra l’isolante e il pavimento vero e proprio, fatto di piastrelle, moquette o parquet.

In un edificio ben coibentato nelle superfici dei pavimenti i costi del riscaldamento invernale saranno sensibilmente ridotti, questo è intuitivo, ma anche quelli di raffrescamento estivo e deumidificazione risentiranno di un contenimento significativo.

by admpiu admpiu

Design District

A Londra si è intrapreso il progetto architettonico del ‘Design Discrict’, fonte d’ispirazione per tutti i progettisti del futuro. Allo stato attuale, con i suoi 14 ettari, è uno dei più grandi progetti di rigenerazione in Europa di sempre. Per risollevare la Greenwich Peninsula ci penseranno ben otto studi di architettura in simbiosi urbanistica. Nascerà un nuovo distretto di 14.000 mq, dove si ergeranno due edifici che si caratterizzeranno per contrasti, eterogeneità ed estrosità. Nel 2019 avremo la possibilità di ammirare il Design District, chiamato così per porre l’accento sulla volontà di ridare un’identità artistica di un’area ad oggi dismessa.

Londra secondo alcuni è un cantiere sempre aperto – come tutte le megalopoli, secondo altri è la capitale della creatività. Le due cose, in realtà, sono inevitabilmente legate: le gru che ricoprono lo skyline sono lì come segnale di una città sempre in movimento, una necessità per stare al passo dei tempi. Solo una città che non sta mai ferma si può definire creativa.

La Design District darà anche un senso di stabilità

Dalle vie di Bloomsbury, alle riconversioni dello Shoreditch: ogni quartiere londinese, con la sua estroversa personalità urbana, è un esempio di design. Un’ispirazione per ogni genere di ideatore, progettista: un rifugio d’eccellenza che vuole soddisfare ogni abitante o turista che passi per il quartiere, la parte vitale, il punto di riferimento di una città che punta alla massima integrazione. I cantieri sempre aperti hanno dato un senso d’instabilità, il Design District si pone come una struttura edilizia permanente, per creare meno disagi agli inquilini, una volta terminati i lavori, sarà consegnata in un’unica fase, per non far vivere ai futuri inquilini i tipici disagi di un cantiere.

London Design District nel complesso

I designer che si occuperanno del progetto (Serpentine Pavilion SelgasCano, 6a Architects e David Kohn) sono incaricati di creare edifici per il distretto di Greenwich Peninsula che si svilupperà lungo il fiume che attraversa la città.

Il collettivo delle persone che si occuperà di mettere in atto i lavori sarà formato da progettisti, start-up, commercianti indipendenti e società di design, afferma Richard Margree, amministratore delegato di Knight Dragon (http://www.knightdragon.com/),vogliamo un vero mix di aziende per lo sviluppo di un’idea veramente creativa.

Saranno creati spazi di lavoro accessibili per 1.500-1.800 creativi, i primi inquilini entro il 2020 occuperanno l’intero distretto. Lo sviluppo del distretto prevede un investimento di 8,4 miliardi di sterline, e prevede 15.720 abitazioni, spazi commerciali, scuole, uffici e una nuova stazione della metropolitana progettata da Santiago Calatrava. Si combineranno quarantotto ettari di spazi verdi aperti con un distretto commerciale che comprende 3,5 milioni di piedi quadrati di negozi, alberghi, scuole e strutture pubbliche.

by admpiu admpiu

LEGGE DI BILANCIO 2018, FONDO D’INVESTIMENTI ED EDILIZIA PUBBLICA

Per il prossimo anno la legge di bilancio porta la sua ventata di novità.

Tra variazioni e conferme di cui abbiamo già parlato ci saranno importanti novità anche nei fondi d’investimento. Quest’ultimo si arricchirà di 38 miliardi di Euro, le risorse del fondo saranno destinate a una serie d’interventi aggiuntivi, che andranno a incidere sulle infrastrutture e sulla prevenzione antisismica.

 

I nuovi fondi concorreranno a finanziare interventi per migliorare i trasporti e la viabilità, mobilità sostenibile e sicurezza stradale, infrastrutture, anche relative alla rete idrica e alle opere di collettamento, fognatura e depurazione, ricerca, difesa del suolo, dissesto idrogeologico, risanamento ambientale e bonifiche.

EDILIZIA PUBBLICA

Nel capitolo dell’edilizia pubblica, compare una novità, un riferimento specifico all’edilizia sanitaria, oltre a quella scolastica.  Confermate e incrementate le risorse anche per le attività industriali ad alta tecnologia e sostegno alle esportazioni, la prevenzione del rischio sismico (in cui rientra l’attività del dipartimento Casa Italia), gli investimenti in riqualificazione urbana e sicurezza delle periferie e l’eliminazione delle barriere architettoniche.
Un nuovo processo di digitalizzazione si estenderà a tutte le amministrazioni statali.  Ci saranno degli investimenti che arriveranno a 46 miliardi per l’informatizzazione dell’amministrazione giudiziaria.

FONDO INVESTIMENTI, LA PRIMA TRANCHE

Nella prima tranche da 46 miliardi di euro del Fondo Investimenti è stata prevista una misura innovativa. Si tratta del Fondo per la progettazione dei piccoli Comuni, cui sono stati destinati 500 milioni di euro. Lo strumento è stato previsto dal Codice Appalti per sostenere l’attività dei piccoli Comuni che, per mancanze di risorse e di organico, hanno difficoltà a bandire gare basate sul progetto esecutivo.

Il testo approdato al Senato della legge di Bilancio prevede aumenti per il fondo investimenti già finanziato per 47 miliardi fino al 2032. La manovra dunque finanzia il fondo, dedicato in particolare alle infrastrutture, per un anno in più, fino al 2033.

by admpiu admpiu

Legge di Bilancio 2018 per edilizia e sostenibilità: novità e conferme

La legge di Bilancio 2018 è appena stata approvata dal Consiglio dei Ministri e ora procede lungo il suo iter legislativo: le aspetta l’approvazione delle due camere.

Si prevedono importanti conferme per il 2018: l’ecobonus e la cedolare secca

Dalle prime indiscrezioni sul testo si confermano le proroghe al 2018 per l’ecobonus e per la cedolare secca. Mentre ci sono delle incertezze per il rinnovo delle detrazioni fiscali sui mobili per le ristrutturazioni.

Come annunciato da Graziano Delrio, Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, la manovra assicura la proroga dell’ecobonus per cinque anni a favore dei condomini. La detrazione fiscale è prevista al 50% e non più al 65%, per le finestre o le caldaie a condensazione, ma allargato anche agli incapienti per la cessione del credito.

Il Ministro del Lavoro Padoan ha annunciato che sarà avviata a breve la riqualificazione ambientale e sociale delle periferie con una manovra apposita. Secondo altre fonti governative, nella legge di Bilancio sarà confermata la cedolare secca. L’agevolazione fiscale era stata introdotta dal Piano casa 2014 per gli affitti concordati, con il termine del 2017.

La novità per il 2018: il Bonus verde.

Assoluta novità della manovra sarà il cosiddetto bonus vede, ovvero una detrazione del 36% per i lavori di sistemazione di terrazzi e giardini, anche condominiali. È una legge che mira a contrastare l’inquinamento. Può rappresentare una  condizione favorevole per il settore florovivaistico. Nelle detrazioni sono compresi anche gli impianti di irrigazione e il recupero di aree verdi di giardini di interesse storico. La coldiretti ha reagito in maniera molto positiva a questa manovra: “Importante per favorire la diffusione di parchi e giardini in città capaci di catturare le polveri e di ridurre il livello di inquinamento”. Ci piace constare la volontà di incentivare, attraverso delle detrazioni, il rispetto per l’ambiente e una fattiva contribuzione statale che vada al di là delle mere indicazioni di linee guida. Tale scarto è da interpretarsi a seguito delle recenti stime del danno da inquinamento atmosferico, che secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità provocano ingenti danni economici e solo in Europa la morte prematura di 428 mila morti l’anno.

by admpiu admpiu

È ENTRATO IN VIGORE L’OBBLIGO DI PREVENTIVO SCRITTO O IN DIGITALE

La legge per la concorrenza (L. 124/2017) sancisce per i professionisti la redazione di un preventivo scritto o in digitale. All’interno vanno anche specificati i titoli e le specializzazioni.

I professionisti dovranno lasciare traccia scritta del grado di difficoltà dell’incarico e tutte le informazioni utili sugli oneri ipotizzabili dal momento del conferimento fino alla conclusione dello stesso.
Il compenso dovrà essere portato a conoscenza del cliente alternativamente in forma scritta o digitale. Un preventivo di massima e pattuito in base alle voci di costo, comprensive di spese, oneri e contributi.
Il precedente quadro normativo (introdotto dal Decreto Liberalizzazioni) prevedeva la pattuizione dell’incarico con tutte le informazioni per la sua quantificazione, e l’indicazione degli estremi della polizza assicurativa professionale. Si vanno a rendere in modo più forte gli adempimenti per i professionisti.

TITOLI E SPECIALIZZAZIONI

Arriva una novità introdotta per i professionisti nell’ottica di una maggiore tutela della trasparenza e della concorrenza, i professionisti iscritti a ordini e collegi dovranno comunicare i titoli posseduti e le eventuali specializzazioni. Una tutela duplice che va a garantire al consumatore una professionalità sicura, ma anche dare un vantaggio effettivo al professionista che ha conseguito dei titoli.

Nella normativa precedente l’indicazione di titoli e specializzazioni era solo una facoltà.  Si rafforza anche in questo caso la riforma degli ordinamenti professionali previsto dal DPR 137/2012.

UNA POLIZZA ASSICURATIVA PER ASSUMERE COMMESSE DAI PRIVATI

La Legge per la Concorrenza per le società d’ingegneria, apre la possibilità di assumere commesse dai privati. È estesa questa possibilità anche alle società d’ingegneria costituite in forma di società di capitali o cooperative. Ci sarà un limite per operare con i privati, le società d’ingegneria dovranno stipulare una polizza assicurativa per la copertura dei rischi derivanti dalla responsabilità civile per gli eventuali danni causati ai clienti dai singoli soci professionisti nell’esercizio dell’attività professionale.

by admpiu admpiu

I RISULTATI DELLE MANOVRE CHE INCENTIVANO IL RISPARMIO ENERGETICO.

Le aziende italiane nel settore immobiliare negli ultimi anni hanno dato una grossa spinta all’innovazione. Gran parte di questo stimolo innovativo deriva da un nuovo quadro normativo che si è posto come obiettivo di dare un’azione all’economia partendo dalla casa, che rappresenta il fulcro esistenziale degli italiani.
La conferma positiva del quadro normativo volto a incoraggiare il risparmio energetico viene anche dal rapporto RAEE (Rapporto Annuale sull’Efficienza Energetica) e dal Rapporto sulle detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio, pubblicati dall’ENEA.
I risultati che emergono sono incoraggianti e in grado di generare un circolo virtuoso, e perché no, contagiare anche altri settori. Dai rapporti emergono dati molto positivi: 1 milione d’interventi nel triennio 2014- 2016; 3 milioni d’interventi di riqualificazione energetica degli edifici esistenti (2007-2016). Il tutto ha generato 32 miliardi di euro d’investimenti totali.
Tra i prossimi investimenti ricordiamo il bando da 44 milioni di euro per la Sardegna.

Efficienza energetica nei condomini

Il risultato è positivo poiché il nostro paese ha una caratteristica che lo differenzia dagli altri, gli italiani per la maggiore vivono in condomini. Il che significa che per svolgere qualsiasi lavoro di miglioramento energetico è necessario il consenso di tutti, rendendo più macchinoso e burocratizzata la gestione degli appalti. Per eseguire una riqualificazione energetica è necessario prendere atto delle peculiarità del nostro paese e di conseguenza adeguare la normativa vigente.
Sentendo forte questa necessità i legislatori hanno messo in atto una serie di norme volte semplificare e a favorire interventi di miglioramento energetico nei condomini. La misura più forte è la cessione del credito, in base al quale i condomini possono cedere il bonus all’impresa che effettua i lavori, ottenendo uno sconto immediato sul costo dei lavori o un successivo risparmio in bolletta. Si stanno anche studiando dei progetti con i fornitori di energia per creare delle proposte ad hoc, in modo da ottenere dei risparmi in bolletta consistenti.

Una task force per la PA

Se il miglioramento per i privati è sensibile, molto ancora si può fare per il settore pubblico. Secondo i dati del SIOPE (Sistema informativo sulle operazioni degli enti pubblici), nel 2016 la bolletta energetica complessiva della PA per elettricità, riscaldamento e trasporto è stata di oltre 3,3 miliardi di euro.
Il presidente dell’ENEA ha annunciato, a tal proposito, la creazione di una task force per dare un sostegno alla PA nella realizzazione d’interventi energetici.

by admpiu admpiu

UNA NUOVA PROROGA DEL FONDO KYOTO PER LE SCUOLE

Il DM 169/2017 ha esteso la possibilità di presentare le domande di ammissione al finanziamento agevolato, Fondo Kyoto. L’attuale scadenza è stata fissata per il 30 giugno 2018. Ci sarà quindi un margine più ampio per permettere maggiore risparmio energetico agli edifici scolastici. Il prolungamento si era reso necessario, in quanto, molti enti non avevano completato le valutazioni energetiche necessarie per rendere valida la domanda ed essere ammessi al bando.

Il decreto, inoltre, ha annunciato la che ci saranno nuovi finanziamenti, dando la possibilità ad altre aziende ad accedere al bando.

COME FUNZIONA IL FONDO KYOTO

Il Fondo Kyoto per le scuole promuove attraverso la concessione di finanziamenti a tasso agevolato, la realizzazione d’interventi di efficientamento energetico sugli edifici di proprietà pubblica destinati a uso scolastico e universitario, compresi gli asili nido e gli istituti per l’alta formazione artistica, musicale e coreutica. Il fondo, fino a un massimo del 50% del valore del progetto, permette di finanziare anche opere di adeguamento alla normativa antisismica.

Possono accedere ai prestiti agevolati:

– Soggetti pubblici proprietari degli immobili;
– Soggetti pubblici che a titolo oneroso o gratuito hanno in uso gli immobili pubblici;
– Fondi d’investimento chiusi.

Per accedere alla domanda il decreto legge ha previsto che i prestiti agevolati devono mirare a un miglioramento di almeno due classi del parametro di efficienza energetica dell’edificio in un termine massimo di tre anni. I parametri sono rimasti invariati rispetto all’anno precedente.

Tra gli interventi ammessi al bando fanno parte: l’analisi, il monitoraggio e le diagnosi energetiche. Consentiti: la sostituzione degli impianti con un milione di euro da restituire in vent’anni; e gli interventi di riqualificazione comprendenti l’involucro degli edifici.

Le risorse saranno distribuite secondo un ordine cronologico di ricezione delle istanze. Condizione necessaria per accedere al finanziamento è la verifica della corretta compilazione e della completezza documentale.

Le modalità di accesso al bando, di concessione e di erogazione dei finanziamenti a tasso agevolato, sono contenute nel Decreto interministeriale n. 66 del 14 aprile 2015 (Gazzetta Ufficiale n. 109 del 13 maggio 2015).